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Marocco: un’esperienza di dialogo nazionale riuscita

Di Abd al-Ali Hami al-Din. Al-Quds al-Arabi (29/05/2014). Traduzione e sintesi di Giusi Forrisi.

Il mondo arabo manca di una forte tradizione di dialoghi nazionali a livello istituzionale: la maggior parte dei problemi politici e giuridici vengono affrontati con la logica della forza e del predominio. Tuttavia, più di un anno fa è stato lanciato in Marocco un dialogo nazionale sul tema della società civile, una strategia, questa, che vale la pena perseguire essendosi rivelata un’esperienza ben riuscita nell’ambito della consultazione pubblica.

Tale consultazione ha rappresentato un’opportunità storica per analizzare la società civile, individuarne i punti di forza e di debolezza e cercare prospettive di sviluppo per le sue competenze alla luce delle nuove norme previste dalla Costituzione marocchina. La Costituzione del 2011 ha, infatti, affidato nuovi ruoli alla società civile la quale rappresenta un pilastro fondamentale per il sistema politico e costituzionale marocchino nel quadro della democrazia partecipativa.

Il Comitato per il Dialogo Nazionale sulla società civile istituito dal governo ha adottato una metodologia basata principalmente sulle norme relative alla consultazione pubblica. A conclusione del dialogo, sono state emanate ben 240 raccomandazioni la cui attuazione contribuirà al passaggio del nostro Paese ad una nuova fase di vera democrazia. Questa nuova fase si fonderà sul rafforzamento del ruolo della società civile nel processo decisionale istituzionale e sul riconoscimento delle sue iniziative a livello legislativo e consultivo.

Il 13 marzo, giorno in cui si è concluso il dialogo nazionale, diventerà la giornata nazionale della società civile e sarà un’occasione per celebrare tutte le associazioni e le organizzazioni che ne fanno parte, metterne in luce gli sforzi compiuti e valutarne le competenze.

La decisione, presa dallo stesso re del Marocco, rappresenta di fatto il culmine di un percorso di consultazione allargato condotto dal Comitato Nazionale con una metodologia basata principalmente sull’ascolto dei rappresentanti delle organizzazioni, sia di quelle marocchine sia che di quelle straniere. Si tratta, quindi, di un riconoscimento del grande lavoro compiuto da più di 10.000 partecipanti, nonché di un grande sforzo nazionale senza precedenti nell’esperienza marocchina.

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Roberta Papaleo

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