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L’autonomia, una soluzione per il Sahara

Sahara Occidentale Di Youssef Amrani. El País (03/04/13). Traduzione e sintesi di Alessandra Cimarosti.

Nella controversia regionale riguardante il Sahara, il Marocco mantiene la rotta fissata dal Consiglio di Sicurezza, con l’obiettivo principale di raggiungere una soluzione politica e reciprocamente accettabile, e tutto ciò attraverso la negoziazione. In questo senso, il Marocco ha mantenuto i suoi sforzi, operando in buona fede e con tutti i mezzi disponibili, per mettere fine a questa disputa geopolitica e concludere la tragedia umanitaria che i calcoli cinici impongono ad una parte della popolazione saharawi.

Oggi, il Marocco lo conferma di nuovo, lo status quo non solo è inaccettabile, ma rappresenta anche un serio rischio per la regione del Maghreb e non solo. Non ci possiamo permettere di mantenere questa regione in una tale insicurezza che sfocerebbe in un peggioramento delle vulnerabilità esistenti. Urge pertanto, evitare che si aggiungano nuovi fattori di violenza che provochino ancora più tensioni.

Il Marocco ha assunto volontariamente e pienamente le proprie responsabilità presentando la sua iniziativa per la negoziazione di uno Statuto di Autonomia per il Sahara, iniziativa che offre una risposta costruttiva all’appello del Consiglio di Sicurezza, del segretario generale delle Nazioni Unite e della Comunità Internazionale nel suo insieme che non hanno smesso di esprimere il desiderio di raggiungere una soluzione politica per questo problema regionale. Così, dopo aver constatato l’inapplicabilità tanto del piano regolatore del 1991, così come del piano Baker II, il segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo rapporto del 18 ottobre del 2004 e dell’aprile del 2008, ha lanciato un appello al fine di mettere fine a questa fase di stallo e di incamminarsi verso un’uscita politica realista e con lo spirito del compromesso.

Questa iniziativa marocchina, molto apprezzata dalla Comunità Internazionale, rappresenta una risposta efficace ed oggettiva alle raccomandazioni espresse da parte del Consiglio di Sicurezza riguardo alla questione del Sahara che hanno dimostrato chiaramente lo spirito di compromesso e il realismo come parametri necessari per la soluzione politica desiderata.

Risultato di una approssimazione partecipativa e frutto di un ampio processo di consultazioni tanto a livello nazionale come a livello locale, ma anche regionale e internazionale, l’iniziativa del Marocco per la negoziazione di uno Statuto di Autonomia costituisce un atto di grande portata politica che traduce una volontà sincera e un compromesso stabile per arrivare ad una soluzione politica senza vincitori né vinti, che rimanga nel quadro delle Nazioni Unite.

Anche se ha ricevuto qualche critica, l’iniziativa marocchina gode dell’appoggio e del sostegno di un numero crescente di paesi che non esitano ad elogiare gli sforzi “seri e credibili” fatti dal Marocco.

In primo luogo, è un’iniziativa che si distingue per essere conforme alle norme internazionali, perché garantisce alla popolazione locale la possibilità di gestire democraticamente i propri affari attraverso organi legislativi, esecutivi e giudiziari corrispondenti.

Inoltre, propone una soluzione di compromesso nel quadro della “terza via” che si adatta alla legalità internazionale e si ispira utilmente ai modelli contemporanei relativi alle risoluzioni delle controversie. Un compromesso che mira al dialogo, alla negoziazione e alla riconciliazione. La proposta di autonomia è anche realista, permettendo accordi, concessioni mutue e una volontà certa di rinuncia di posizioni estreme. Questa proposta inoltre, tiene conto delle speranze e delle aspirazioni della popolazione.

Le proposte presentate dalle altre parti non prendono in considerazione i parametri del Consiglio di Sicurezza, andando a ritardare la soluzione di questo conflitto che è già durato troppo.

La popolazione degli accampamenti di Tinduf è stata esclusa da qualsiasi consultazione di ciò che il Polisario chiama la propria “proposta”. Peggio ancora, questa popolazione continua a soffrire violazioni di diritti umani e continua a dover vivere in condizioni deplorevoli: la confusione domina negli accampamenti, specialmente in territorio algerino, visto che la cifra reale dei rifugiati e la responsabilità giuridica del paese di accoglienza aggrava sempre di più questo calvario.

Va sottolineato che dopo aver presentato l’iniziativa per la negoziazione dello Statuto di Autonomia, il Marocco ha avviato una serie di riforme a favore delle province meridionali. A farne prova è l’adozione di una nuova Costituzione che consacra la componente saharo-hassani, un processo di regionalizzazione ampia e ambiziosa che copre tutte le regioni del paese, l’ampliamento del campo dei diritti e delle libertà con l’apertura di uffici regionali del Consiglio Nazionale dei Diritti Umani (CNDH), nelle città di Dakhla e el-Aayoun.

Il Marocco continua ad essere disposto a negoziare sulla base di condizioni ben definite e affermate più volte dal Consiglio di Sicurezza. Questa è la posizione notificata a Christopher Ross, inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite, durante la sua ultima visita in Marocco, tanto dal Governo, quanto dai partiti politici, così come da parte delle componenti della società civile, al fine di avanzare verso una soluzione politica che garantisca la pace, la sicurezza e la prosperità di tutti i paesi del Maghreb.

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Alessandra Cimarosti

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