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La prima donna fotografa negli EAU


The National.ae
(02/09/12). Di Mohammed N AlKhan. Traduzione di Alessandra Cimarosti.

Sheikha Jasem AlSuwaidi non ha sicuramente usufruito di un’educazione formale, ma la signora di 80 anni ha guadagnato il suo posto nei libri di storia nazionali, come prima donna fotografa.

Nata negli anni ’30, non è potuta andare a scuola, come invece adesso è concesso a tutti i cittadini. “Ai miei tempi avevi due opzioni: andare da una Mutawa’ah [una donna pia] per imparare a memoria il Corano o andare da un’altra Mutawa’ah che insegnava come leggere e scrivere il Corano. Io andavo dalla Mutawa’ah Halimah. Tutte le ragazze si sedevano intorno a lei. Pronunciava un versetto del Corano e tutte quante ripetevano dopo di lei. Dopo qualche volta ci lasciava un po’ di tempo per memorizzare quel versetto e poi dopo qualche minuto tornava indietro. E tornava con una bacchetta”.

Suo padre era un gran lavoratore, era un pescatore di perle e andava in mare per tre mesi per portare qualcosa a tavola. “Era un pescatore di perle rispettato, un buon lavoratore; gli davano il diyeen (il recipiente per l’immersione) più grande perché sapevano che lo avrebbe riempito”. Suo fratello all’età di 7 anni iniziò l’attività del padre. “Ha dovuto imparare da solo, questa è stata la sua scuola. Una volta diventato abbastanza esperto è stato inviato da solo, per viaggi più brevi di una settimana circa. Lì ha dovuto imparare a sopravvivere o sarebbe diventato un fardello per la famiglia. L’unico modo per imparare era farlo da tuo padre e dai tuoi fratelli”.

Quando i figli della signora AlSuwaidi sono andati a scuola negli anni ‘70, ha deciso di intraprendere un’educazione formale. “Mi sentivo male quando i miei figli mi chiedevano di aiutarli con i compiti e io non potevo fare nulla per loro. Quindi sono andata in uno dei centri di alfabetizzazione del governo e mi hanno messo in una classe con altre 15 donne. Ero molto entusiasta, potevo finalmente andare a scuola! Mi sentivo di nuovo una bambina”.

AlSuwaidi era una studentessa abile, era sempre tra le prime cinque della sua classe. “Sono riuscita a finire la seconda elementare, ma quando siamo arrivate al terzo anno, hanno iniziato ad insegnarci l’inglese. Eccomi qui, una donna anziana, dalla quale ci si aspettava che iniziasse a parlare un’altra lingua. Questo mi ha spaventato e mi ha allontanata dalla scuola”. Finisce la frase ridendo.

La signora AlSuwaidi sarà ricordata però non per quello che ha imparato a scuola. Negli anni’50, chiese ad un fotografo di insegnarle ad utilizzare la macchina fotografica e a sviluppare la pellicola. Con ciò ha guadagnato un posto nei libri di storia. Nel 2010, le sue foto hanno catturato l’attenzione di Sheikh Mansour Bin Mohammed. Sono state pubblicate in un libro con altre vecchie foto di Dubai nello stesso anno e ha ricevuto il premio “Sheikh Mansour Bin Mohammed” per la fotografia.

Da quel momento ha esibito le foto in varie mostre e ha ottenuto molti premi da tutto il paese. Ha vinto anche il premio “Sheikha Aisha AlQasimi” nella conferenza della Giornata Mondiale della Donna e il riconoscimento dell’Organizzazione per i Fotografi Arabi.

Ultimamente, la signora AlSuwaidi si occupa a pieno ritmo dell’arte, facendo quelle cose che le ricordano i vecchi tempi: un modellino di una fortezza in argilla, un modellino della barca da pesca di perle, copie in miniatura di vecchi giocattoli e strumenti che possedeva in passato. Vuole essere sicura che i suoi nipoti sappiano da dove vengono, chi sono suo padre e sua madre e come hanno dovuto lottare per sopravvivere. “La vita è molto più facile adesso. Le persone tendono a dare le cose per scontate. Al giorno d’oggi puoi fare ciò che vuoi, qualsiasi cosa di cui hai bisogno è disponibile. Tranne il tempo, non ce n’è mai abbastanza”.

Alessandra Cimarosti

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