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La nostra paura di criticare la Fratellanza Musulmana

fratellanza musulmana

fratellanza musulmanadi Abdul Rahman Al-Rashed (Asharq AlAwsat 23/12/2012). Traduzione di Claudia Avolio.

 

Ora, seguendo la sua ascesa al potere in Egitto, agli occhi di molti la Fratellanza Musulmana è come il vitello d’oro. Nessuno la critica come se facendolo criticasse l’Islam! Questa è una regola che non possiamo accettare, perché la Fratellanza Musulmana è solo un partito politico e non è diverso da alcuna altra formazione politica in tal senso. Abbiamo visto l’inizio di un’incessante campagna per proteggere la Fratellanza Musulmana e le sue pratiche, cercando di piazzare il regime egiziano al di sopra delle critiche e garantendo al suo movimento politico un’aura di santità che non merita. Questo solo perché si proclama “islamico” e i suoi sostenitori esibiscono il cosiddetto “bernoccolo della preghiera” sulla fronte!

 

Per noi la Fratellanza Musulmana non è più di un gruppo politico: fa sbagli e compie errori, e i suoi membri andrebbero apprezzati e di fatto criticati basandosi sulle loro azioni. Io dico a coloro che temono i sostenitori della Fratellanza Musulmana: abbiamo vissuto sotto questo terrorismo mediatico per anni, ci siamo confrontati con esso in diverse occasioni in passato e non ha mai avuto successo. Abbiamo visto tale terrorismo anche con Hezbollah, venendo accusati di essere traditori e agenti sionisti solo perché discutevamo le sue azioni. Ma quelli che ci hanno combattuto ingiustamente ieri, si sono rivoltati contro Hezbollah oggi, criticandolo con un linguaggio che noi stessi non oseremmo avere!

 

Abbiamo sentito la stessa cosa, per noi e contro di noi, da quelle stesse persone sul tema dell’Iran – che prima vedevano come il “campione” dell’Islam e la “nemesi” di Istaele – e che oggi hanno completamente voltato gabbana e lo stanno criticando molto di più di quanto facevamo noi! Sono gli stessi che un tempo difendevano il regime di Bashar al-Assad, credendo alle sue bugie sul panarabismo e la Causa Palestinese e sul combattere il nemico, ignorando tout court i crimini che stava commettendo. Il regime di Assad non ha certo dato il via ai propri terribili crimini nel marzo dello scorso anno, quando la rivolta popolare siriana è scoppiata: piuttosto li ha commessi per anni.

 

Anche quando il regime era responsabile della morte di dozzine di leaders e figure politiche di vecchia data libanesi – anche allora hanno continuato a chiamarlo l’asse della “resistenza”, sostenendo che chiunque avesse da obiettare era nei servizi di Israele! Con questo pretesto, la stessa gente ha difeso Assad e i crimini dei suoi sostenitori. Ricordiamo anche quelli che hanno lodato AlQaeda nei primi giorni dell’organizzazione terroristica, difendendo il peggior gruppo nella Storia dell’Islam e dipingendolo come se fosse l’ombra del grande eroe islamico Khalid ibn al-Walid. Io dico a chi ha santificato Hassan Nasrallah, e ci ha attaccati sull’Iran, su Bin Laden e su Assad: siate pazienti, non precipitatevi a giudicare chi critica la Fratellanza Musulmana in Egitto o altrove.

 

Si tratta di politica, e la Fratellanza Musulmana è un’organizzazione politica: non è infallibile. Solo guardando alla situazione poche settimane dopo la loro ascesa al potere in Egitto, vedrete – purtroppo – che molte figure della Fratellanza Musulmana  non avevano esitato a ricorrere subito all’inganno e alla calunnia. Quello che hanno detto su Mohamed ElBaradei in quel periodo è un semplice modello del modo in cui cercano di screditare chiunque si opponga loro – anche scagliando accuse di apostasia e tradimento! Hanno detto che ElBaradei aveva svenduto l’Iraq e che era responsabile per la sua distruzione, insieme ad altre accuse, quando chiunque abbia monitorato la situazione sa bene che tra tutti gli arabi ad aver gestito istituzioni internazionali, lui è tra chi può vantare una tempra morale ed etica e ha del tutto rifiutato l’intervento internazionale in Iraq.

 

Ma la Fratellanza Musulmana ha cancellato questo con un colpo di spugna e ha promosso una falsa versione di ElBaradei e dei suoi risultati per monopolizzare il potere e rimuovere un rivale politico! So bene che è difficile per alcuni differenziare tra quelli che vedono l’Islam puramente come religione e quelli che lavorano in politica e sfoggiano slogan religiosi. Questo è grazie a certi opportunisti che si danno da fare a sfruttare la religione e i suoi slogan per il proprio tornaconto. Criticare la Fratellanza Musulmana non significa criticare l’Islam – essi non sono i Compagni del Profeta. Si tratta solo di critiche mosse a un normale gruppo politico, come tutti gli altri. Quando critichiamo un gruppo socialista, per esempio, non vuol dire che ci opponiamo alla giustizia sociale o ai suoi valori.

 

Quando abbiamo criticato i Baathisti e i sostenitori del panarabismo, non voleva per forza dire che rifiutavamo il concetto di unità araba! Perciò non dobbiamo chinarci al cospetto di slogan, religiosi o d’altra natura: questi non dovrebbero essere immuni dalle critiche. Quelli che li intonano sono solo politici, e opporsi al partito Libertà e Giustizia non significa sostenere la schiavitù e l’ingiustizia! Sono soltanto nomi, e sono usati apposta per attrarre il sostegno delle masse. Purtroppo, alcuni potrebbero scampare a una trappola ideologica solo per inciampare in un’altra. Vediamo gli stessi errori ripetersi ancora e ancora, solo che ogni volta hanno “nomi” e “attributi” diversi. Dunque, sono solo quelli che venerano questo vitello d’oro – che sia la Fratellanza Musulmana o chiunque altro – che continuano a cadere in questa trappola e a santificare questo falso idolo. Mentre il resto di noi… sa bene di che si tratta!

 

Link: Our fear of criticizing the Brotherhood

Claudia Avolio

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