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La Lega Araba unita contro Assad?

siria - lega arabaDi Azab Tayyeb Tahir (al-Ahram 03/09/2013)

Traduzione e sintesi di Kawkab Tawfik

Il Segretario generale della Lega Araba, il dott. Nabil el-Araby, nega eventuali divisioni tra i paesi membri circa la decisione del Consiglio della Lega Araba, presa al termine della sessione 140 di ieri, che ha delineato la posizione della Lega contro il regime siriano.

La risoluzione è stata approvata da 18 paesi  con tre riserve riguardanti alcuni paragrafi della risoluzione, in particolare quello che attribuiva al regime siriano la responsabilità dell’uso di armi chimiche nella regione rurale di al-Ghuta, ad est di Damasco, e quello che appoggiava un intervento delle Nazioni Unite e della comunità internazionale nella regione.

Al-Araby ha ribadito l’impegno della Lega nel perseguire gli sforzi verso una soluzione politica alla crisi siriana e al bagno di sangue che ha portato 4 milioni di siriani a rifugiarsi nei vicini paesi arabi. Proprio alla luce della loro sofferenza, ha sottolineato la necessità di confrontarsi con la Carta delle Nazioni Unite e specialmente con la Convenzione di Ginevra che condanna l’uso di armi chimiche nei conflitti armati, affermando poi che una soluzione militare sarebbe improbabile dal momento che non risolverebbe la crisi.

Gli ispettori della commissione che hanno indagato sull’uso delle armi chimiche non sono stati in grado di determinarne le responsabilità. Alla luce di questo gli arabi chiedono alle Nazioni Unite degli interventi deterrenti all’uso della violenza contro il regime siriano, consideratone il principale responsabile per via dell’uso di aerei e missili di esclusiva appartenenza del regime.

Il Consiglio dei Ministri Arabi chiede inoltre agli Stati Uniti di non affrontare militarmente la Siria e di rispettare lo Statuto delle Nazioni Unite che non conferisce legittimità ad interventi militari presi al di fuori del Consiglio di Sicurezza.  La Carta della Lega Araba è soggetta alla Carta delle Nazioni Unite e per tale motivo gli arabi si appellano alla comunità internazionale per affrontare la situazione in Siria.

L’appello di al-Araby però suona soprattutto come un invito per le Nazioni Unite a prendersi le proprie responsabilità in questa crisi che, come la definisce il Segretario, ha le caratteristiche di “una nuova Guerra Fredda dove le parti si muovono in un circolo vizioso”.

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Viviana Schiavo

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