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La crisi economica riduce il flusso di migranti verso Italia e Spagna

Migrazioni - Terre su legno. Gloria Dati

Hespress (17/5/2012). Traduzione di Carlotta Caldonazzo

La crisi economica ha raggiunto picchi storici in gran parte dell’Europa. La grave recessione in Spagna ha portato la disoccupazione al 25%, mentre in Italia la situazione peggiora di giorno in giorno suscitando il timore di un collasso economico sistemico. Due paesi in cui la comunità marocchina è piuttosto numerosa, contando circa 550mila persone.

I migranti marocchini hanno risentito della crisi economica fin dal suo inizio. Un esperto di migrazioni ha osservato che ad esempio in Spagna la disoccupazione nella comunità marocchina tocca punte del 40%. Un fatto che ha spinto molti dei suoi membri (circa 100mila secondo le stime) a tornare in patria. In Italia inoltre sono pochi quelli che riescono a guadagnare abbastanza per avviare piccoli progetti imprenditoriali, mentre la maggioranza vive nell’indigenza.

Rabat pertanto ha deciso di intervenire. Il ministro dei marocchini all’estero Abdel Latif Maazouz è partito recentemente per una visita ufficiale in Italia, incontrando funzionari italiani e rappresentanti dei lavoratori marocchini. “Ho tentato di rassicurare i nostri concittadini nonostante la loro difficile situazione, sottolineando che il Marocco sarà pronto ad accoglierli in buone condizioni se la crisi continuerà a minare la loro dignità”, ha dichiarato. Poco dopo tuttavia ha mostrato il suo indugio spiegando che la scelta di tornare in patria non è una buona soluzione a lungo termine, dal momento che nel 2011 il Marocco è a sua volta entrato in una fase di crisi economica, con un impatto sensibile su vari settori.

Si può dunque comprendere dalle sue parole che il ritorno dei marocchini a casa aggraverà la crisi? “Non posso pronunciare un’affermazione simile e in questi termini”, ha precisato, “ciascun marocchino è libero di tornare nel suo paese o di restare in Europa. D’altronde in molti si sono stabiliti a livello economico e familiare nei paesi ospiti”. In Italia, ha aggiunto Maazouz, “i marocchini sono ben integrati e un alto funzionario di Roma mi ha assicurato che in 60mila lavorano in proprio, un numero incredibile che evidenzia la dinamica dei nostri concittadini in quel paese”. Intanto molti marocchini sono costretti a inghiottire il boccone amaro della migrazione irregolare, mentre in 4800 languiscono in carcere

Migrazioni - Tempera su legno. Gloria Dati

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Carlotta Caldonazzo

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