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Israele: il sistema di difesa missilistico? Si chiama Iron Dome

Daily Star Lebanon (18/11/2012). L’esercito israeliano ha messo in azione una quinta batteria anti-missile Iron Dome sabato, impiegandola a Tel Aviv. Ogni batteria ha un costo di circa 50 dollari, e qui sono spiegati alcuni dettagli che consentono di avere un quadro chiaro di cosa si tratta.

– Sistema sviluppato dall’azienda statale Rafael Advanced Defence Systems Ltd, per contrastare i missili che dal Libano colpirono città israeliane nella guerra del 2006 con Hezbollah e che vennero lanciati anche dalla Striscia di Gaza.

– Il target sono i missili a breve raggio (i russi Katyusha), così come le bombe di mortaio, a mezz’aria. La prima volta che questo sistema anti-missile venne impiegato fu nel marzo 2011 a Gaza. Il premier israeliano Netanyahu ha detto che servirebbero dalle 10 alle 15 di queste batterie per avere una copertura quasi ermetica.

– Una donna portavoce dell’esercito israeliano ha riferito che nei primi tre giorni dell’offensiva di Israele contro la Striscia di Gaza, la batteria Iron Dome ha intercettato almeno 222 missili, circa il 90 percento del totale.

– Il sistema Iron Dome usa una variante del detector di missili presente sugli aerei da guerra per individuare missili e colpi di mortaio. Una taratura rapida consente di determinare se la traiettoria del missile sta per fargli colpire una zona popolata, e lo ignora se invece ciò non si verifica.

– Il raggio in cui Iron Dome opera può intercettare missili che rientrano nella fascia che oscilla tra i 5 e i 70 chilometri.

– Il sistema radar è stato sviluppato dalla Elta in Israele. Il congegno che calcola l’obiettivo di ciascun intercettore deve le sue origini a una azienda di software israeliana (Prest Systems).

Claudia Avolio

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