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Iraq: ragazzi “emo” aggrediti e uccisi, dati allarmanti

Egypt Independent (11/03/2012). Secondo dati ufficiali del ministero degli Interni e dei gruppi che si battono per i diritti umani, nelle ultime sei settimane almeno 58 giovani iracheni sarebbero stati uccisi perché discriminati in quanto “emo”. Per gli iracheni più conservatori i ragazzi che si identificano con questa cultura giovanile (emo sta per “emotional” inteso come stato d’animo prevalente ed i giovani hanno tagli di capelli molto originali) vengono stereotipati come omosessuali. “C’è una forte ondata di campagne istigate da alcuni religiosi contro gli omosessuali al momento”, ha infatti detto ‘Ali al-Hilli, presidente dell’organizzazione “Iraqi LGBT” nata a tutela dei diritti umani con sede a Londra e che offre i suoi locali in Iraq per dare sostegno agli omosessuali. Gli emo ricevono numerosi attacchi e per questo stanno pensando di tagliarsi i capelli per essere meno facilmente identificabili. Per un avvocato curdo, Khalid Shwani, prendere a bersaglio gli emo per i loro stili di vita alternativi riflette un’intolleranza crescente a danno dei diritti civili in Iraq. I “militanti” che perpetrano i delitti dei giovani emo starebbero intimidendo la polizia locale ed i residenti, così da rendere ancor meno incentivate le investigazioni dei crimini commessi. Le esecuzioni risultano atroci, con vere e proprie milizie che scagliano blocchi di cemento sulle teste dei giovani emo, colpendoli a morte.

Claudia Avolio

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