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Iraq: no alle candid camera durante il Ramadan

Elaph (18/07/2012). Traduzione di Cristina Gulfi

Baghdad. I programmi di candid camera non sono adatti al pubblico arabo in generale e a quello iracheno in particolare poiché feriscono l’orgoglio. Non sono molto graditi, specie durante il Ramadan, in quanto sono motivo di biasimo più che di lode.

Le candid camera non sono divertenti come una volta, da quando non si basano più sullo scherzo innocente ma giocano sui comportamenti e i sentimenti della persona. La maggior parte della gente non le apprezza affatto perché fanno dell’individuo un oggetto di scherno mentre solo alcuni le approvano come forma di svago.

Secondo il regista Hadi al-Idrisi, non c’è nulla di male nel produrre programmi di intrattenimento durante il Ramadan, tuttavia le candid camera possono anche provocare uno shock alle “vittime”. Questo non suscita il riso ma è solo una presa in giro ai danni altrui.

Tra gli artisti, alcuni ritengono che le candid camera europee si distinguano per le azioni divertenti più che per le parolacce, come in quelle irachene. Altri vorrebbero vederle anche durante il Ramadan, a patto che non ledano la dignità del pubblico. C’è anche chi invita coloro che capitano in questi complotti a chiedere risarcimento.

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Cristina Gulfi

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