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Giordania: minaccia di infiltrazione jihadista dalla Siria

Di Mohammad Barhoumeh. Al-Hayat (24/04/2014). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

Quando il defunto leader di al-Qaeda, Abu Musab al-Zarqawi, provò a trovare un collegamento tra il “nemico lontano” e il “nemico vicino”, i suoi sostenitori attaccarono tre alberghi ad Amman. Era il 2005. La società giordana fu sconvolta da questo incidente e, così, ogni ambiente potenzialmente favorevole ai gruppi di al-Zarqawi fu eliminato. Tuttavia, gli eventi siriani stanno riproponendo lo stesso tipo di atmosfera, in particolare alla luce delle crescenti difficoltà quotidiane incontrate dai giordani, dell’inefficiente programma di riforme politiche e sociali, della presenza di centinaia di migliaia di profughi siriani e del conflitto settario nella regione, quest’ultimo intensificato dall’intervento di Hezbollah in Siria.

La sicurezza del confine giordano-siriano continua ad esaurire le energie del governo. Le guardie di frontiera giordane portano un doppio peso: prevenire infiltrazioni e contrabbando. L’assenza di un unico interlocutore siriano costituisce un ulteriore dilemma.

Dopo che le forze aeree giordane sono state costrette a colpire dei veicoli siriani che stavano provando a valicare il confine, l’analista giordano Fahd al-Khaytan ha detto che molto probabilmente si assisterà a casi in cui l’esercito giordano sarà costretto ad effettuare azioni proattive e a riposizionarsi nelle aree confinanti con la Siria per prevenire infiltrazioni e contrabbando.

Inoltre, il governo siriano attualmente non sta controllando i giacimenti di petrolio e di gas a Hasakah, Deir al-Zour e nella valle dell’Eufrate, in quanto queste aree sono sotto il controllo dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS) e del Fronte al-Nusra. Ciò significa che le due organizzazioni stanno vendendo il petrolio facendolo passare attraverso la Turchia.

Secondo un’analisi pubblicata dal Carnegie Endowment “la scala di produzione di petrolio in aree ribelli è difficile da valutare. Tenuto conto delle infrastrutture danneggiate e della mancanza di oleodotti per servire le nuove rotte commerciali, è improbabile che la produzione di greggio superi i 20.000 barili al giorno. Tuttavia, anche ipotizzando uno sconto significativo sui prezzi del mercato mondiale, questo potrebbe corrispondere a ricavi per circa 50 milioni dollari al mese”.

Il confine tra Giordania e Siria (375km) è il più controllato se paragonato con il confine siro-iracheno (605 km) e quello siro-turco (900 km). Questo significa che la Giordania sente il pericolo che minaccia il regno  qualora non si prendesse sul serio la formazione di un emirato islamico nel sud della Siria o nella regione orientale del’Iraq.

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Ilaria Antoniello

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