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Omar Suleyman: elettronica, poesia e tradizione

1380830183_892982_1380831289_noticia_normalEl Paìs (4/10/2013). Traduzione e sintesi di Giusy Regina.

“I matrimoni in Siria sono, oltre che una celebrazione, anche un’occasione per festeggiare tutti insieme, una sorta di evento sociale per divertirsi, un posto in cui chiunque può cantare. E così ho iniziato a cantare”. Gli inizi di Omar Suleyman come animatore ai matrimoni in Siria non faceva certo pensare al successo che la sua musica avrebbe avuto, non solo nel suo paese, ma soprattutto nei festival più all’avanguardia in Spagna. Il suo mix di elettronica, poesia araba e musica tradizionale siriana ha già incantato il festival Internazionale di Sonar e il Primavera Sound, entrambi svoltisi a Barvellona, così come l’RBMA Weekender di Madrid.

Ma com’è arrivato fin qui Suleyman? Per dieci anni egli ha fatto ogni tipo di lavoro, considerando la musica come un hobby, fino al 2004, quando ha iniziato a fare della sua passione una professione. “Quello che mi differenzia dalla maggior parte degli interpreti di canzoni tradizionali sono le mie parole, che vanno da poeti attuali a quelli poco conosciuti”. Adesso, oltre ad utilizzare le poesie di poeti, lavora fianco a fianco ad alcuni di essi, per confrontarsi sulle parole delle canzoni. “Il poeta deve sentire anche la musica per poter scrivere. Così la fusione diventa potente”, ha dichiarato.

Le sue canzoni parlano di amore, sentimenti, matrimoni e qualche volta di angoscia e tristezza e sono scritte sia in arabo che in curdo. “Sono sentimenti condivisi da tutti”, afferma Suleyman, “e dove vivo io 1380830183_892982_1380868259_sumario_normalci sono anche i curdi, quindi canto in entrambe le lingue”.

L’altra chiave del successo di Omar Suleuman sta nell’unire la musica tradizionale con l’elettronica. La rivoluzione tecnologica ha invaso il mondo e quindi influenza anche la musica. Il suo stile eclettico infatti prevede la fusione di elettronica e strumenti delle Mille e una Notte, raggiungendo così un pubblico sempre più vasto, sia in patria che all’estero.

Questo singolare cantante siriano è uno dei pochi artisti arabi contemporanei chiamati a delle performance in festival europei. E la sua musica tende proprio ad essere una chiave per superare le barriere culturali tra oriente e occidente: “Anche se gli europei non capiscono le parole delle mie canzoni, e in questo la lingua è un ostacolo, la musica dice molto, dice un sacco di cose”. Così dicendo Suleyman critica anche quei suoi coleghi che cambiano il loro sound e le canzoni in base al pubblico a cui si rivolgono. La musica di Omar invece è sempre la stessa, che sia a Damasco, Madrid, Beirut o Barcellona.

Suleyman, che ha vissuto per gran parte della sua vita al nord della Siria, spostandosi in Turchia dopo lo scoppio del conflitto che ancora imperversa nel siuo paese:”Vogliamo fermare il sangue e ristabilire un’unione nazionale in Siria” afferma, “Tutti noi siriani, anche se di confessioni religiose diverse, siamo fratelli”.

 

Giusy Regina

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