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El-Sisi come ‘Abdel Nasser?

El-Sisidi Mohammed Shuman (al-Hayat, 31 /07/2013).

Traduzione e sintesi di Kawkab Tawfik.

La domanda sembrerebbe assurda, ma la storia si ripete, ed è proprio il forte sostegno popolare di cui gode il generale Abdel Fatah el-Sisi a legittimarlo nel portare avanti questo approccio, in cui i media hanno giocato un ruolo fondamentale nell’evocazione di una retorica nasseriana, suscitando tra gli egiziani e gli arabi in generale il ritorno al sogno di un Egitto forte e autorevole.

Il fallimento dei Fratelli Musulmani nella gestione dello Stato, il continuo conflitto politico e la mancanza di sicurezza hanno reso esausta la maggioranza degli egiziani spingendola a ricercare la figura di un eroe salvatore che avesse il sostegno dell’esercito e che fosse in grado di mantenere l’unità e la sicurezza nazionale, identificando tale figura con el-Sisi. In questo contesto è emersa una coalizione tra esercito e forze civili, nella quale le forze islamiste sono state obbligate a rispettare condizioni limitanti in nome di una riconciliazione nazionale. Da parte di el-Sisi il tentativo di imitare Gamal Abdel Nasser si mostra soprattutto nel rapporto diretto che ha instaurato con le masse, una caratteristica dei leader autoritari. Ma il generale ha davanti a sé diversi ostacoli:

1 -È impensabile prolungare troppo questo rapporto diretto che  ignora gli altri attori politici e che non sarà in grado di sanare da solo l’economia egiziana e soddisfare la richiesta di giustizia sociale da parte delle masse.

2 – Inoltre la rivoluzione ha modificato profondamente la coscienza politica dei cittadini che, così come non hanno permesso il prolungarsi del regime dei Fratelli Musulmani, non accetteranno quello di un regime militare. Al contrario, si andrà verso l’emergere di entità politiche liberali e di sinistra.

3 -A livello internazionale poi le condizioni sono totalmente diverse. La Guerra Fredda è terminata, l’Egitto non possiede più un grande ruolo regionale ed el-Sisi si ritrova a fare i conti con gli accordi di Camp David, le relazioni con Washington e le pressioni dell’Unione Europea.

4 – La globalizzazione rende ormai impossibile un totale controllo dei media e dell’informazione, lo ha dimostrato la stessa rivoluzione. Infatti, nonostante il monopolio di stato sui media, i mezzi di comunicazione indipendenti sono riusciti a giocare un ruolo fondamentale nella diffusione di informazioni contro il regime e contro la Fratellanza.

5 – El-Sisi oggi non può politicamente impegnarsi in una guerra contro la Fratellanza e i gruppi islamisti, poiché, a distanza di 50–60 anni, questi hanno guadagnato un forte consenso popolare, si sono organizzati e radicati nella società. Una guerra aperta potrebbe significare una guerra civile sul modello siriano che l’economia egiziana non può permettersi.

Alla luce di queste considerazioni, el-Sisi non può ripetere le violazioni dei diritti umani subite dai “fratelli” all’epoca di Nasser, Sadat e Mubarak. Gli egiziani sono cambiati e non possono più tollerare uno stato di polizia. È probabile che il generale rinunci alla presidenza, oppure che lasci il suo servizio militare per dedicarsi alla politica da civile per favorire una riconciliazione tra esercito e Fratellanza.

http://alhayat.com/OpinionsDetails/537614

Viviana Schiavo

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