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Annan è un fallimento!

al-Sharq al-Awsat (09/07/2012).  Il delegato delle Nazioni Unite Kofi Annan ha annunciato che il suo piano per proteggere la popolazione siriana è fallito. Non avevo mai scritto che Annan fosse un fallimento, ma semplicemente che la sua missione non era riuscita, per via del tiranno Bashar al-Assad.

Ma oggi, dopo tre mesi dall’inizio della missione e dopo che il numero dei morti in Siria ha raggiunto i 17 mila, non possiamo dire che è la missione a non essere riuscita, ma che Annan in persona è un fallimento, in quanto ha concesso ad Assad una possibilità dopo l’altra. Sin dall’inizio, la missione non si è mai mostrata come un’iniziativa volta ad avere successo: questo era già evidente 17 mesi fa, al momento dello scoppio della rivoluzione in Siria, quando Annan si trovava nel paese, come anche la squadra dell’osservatore al-Dabi. La differenza tra al-Dabi e Annan, però, è che il primo era lì per compiacere il presidente siriano, mentre Annan era lì per compicere il suo ego politico e diplomatico!

Annan non si è mai preoccupato dell’opinione pubblica siriana o araba al momento di parlare con i media occidentali, come ha recentemente fatto con “Le Monde”, quando ha affermato che il fatto che la crisi sia in Siria, che i morti siano siriani e che gli attori coinvolti siano arabi fa dì che la coscienza dell’opinione pubblica del mondo arabo sia reale e sincera. Tuttavia, negli ultimi tre mesi il signor Annan non si è mai preso la briga di consultare l’opinione pubblica araba. Aveva ragione il Ministro degli Esteri degli EAU, Sheikh Abdullah bin Zayed, quando ha dichiarato, durante la conferenza degli Amici della Siria svoltasi a Parigi, che l’assenza di Annan alla conferenza è stata una cosa vergognosa. Nonostante la presenza di oltre 100 tra paesi arabi ed occidentali, Annan non si è preoccupato di partecipare alla conferenza degli Amici della Siria, sebbene abbia comunque chiesto la partecipazione dell’Iran in quanto coinvolto con la questione della crisi siriana!

Il problema è che alcuni politici, soprattutto i diplomatici, vogliono raggiungere un qualsiasi risultato solo per poter dire di aver trovato una soluzione, anche se questo risultato dovesse significare mantenere il tiranno Bashar al-Assad e ricompensare l’Iran dandogli una legittimità sulla Siria, come Washington con l’Iraq. Questo è inaccettabile e tutti gli arabi dovrebbero respingere un’idea simile  in maniera chiara, aperta e senza alcun compromesso.

Da un punto di vista negativo, e provocatorio, Annan continua a chiedersi: qual è l’alternativa al mio piano in Siria? Beh, l’alternativa al suo piano è mettere Russia e Cina di fronte al fatto che il gioco di Assad è ucciderci tutti, che si ritirino dal Consiglio di Sicurezza e che la smettano di sostenere il tiranno. Inoltre, il fallimento del piano significa che Annan ha messo nella mani della comunità internazionale la responsabilità di fermare il massacro.

Quindi oggi diciamo che non è importante che la missione sia fallita, quanto che Annan stesso è un fallimento, soprattuto dal momento in cui ha concesso troppe possibilità ad Assad e per il fatto che l’Iran non merita alcuna legittimità sulla Siria.

Articolo di Tariq al-Homayed

Roberta Papaleo

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