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Algeria: “TenTen”, il gay pride in privato

News 10 ott TenTenJeune Afrique (09/10/2013). Creato su iniziativa di un gruppo di militanti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e dell’associazione Abu Nawas, la giornata nazionale degli omosessuali algerini, il “TenTen”, celebra la sua settima edizione. Ogni anno, viene celebrata il 10 ottobre, giorno dell’anniversario della nascita del sultano ottomano Selim I, il quale narrava della sua omosessualità nei suoi scritti: una figura emblematica per ricordare l’identità arabo-musulmana degli LGBT algerini.

Il principio del “TenTen” è semplice: gli LGBT algerini e coloro che ne difendono la causa sono invitati ad accendere una candela alle ore 20.00 del 10 ottobre e a pubblicarne la foto su Facebook. “Quest’anno, la giornata ha come tema la ‘condivisione’: accendere una candela per solidarietà significa rischiarare l’ombroso contesto nel quale viviamo”, ha commentato Jack (pseudonimo), membro della Alouen, associazione promotrice di questa nuova edizione.

Ancora una volta, la mobilitazione di quest’anno si limiterà a questo semplice gesto, dal momento che qualsiasi tipo di manifestazione pubblica rimane inimmaginabile. Infatti, in Algeria la condanna dell’omosessualità è allo stesso tempo etica, sociale, religiosa e giuridica: l’art. 338 del Codice penale la definisce “un crimine contro le buone maniere”, punendo i “colpevoli” con la detenzione da due mesi a due anni e il pagamento di una multa dai 500 ai 2000 dinar algerini.

In un tale contesto, è chiaro che la discrezione è d’obbligo. La campagna per il “TenTen” viene fatta sul web, soprattutto via Facebook, stando attenti a usare uno pseudonimo. “Non passiamo inosservati alle autorità, ma siamo tranquilli perché non attiriamo l’attenzione”, dichiara Jack. “Se restiamo discreti è perché ci fa paura la legge!”, aggiunge.

Accendere una candela: un’azione irrisoria? “È ciò che credono alcuni membri dell’associazione. Tuttavia, io rispondo loro dicendo che l’azione simboleggia e crea una comunità, anche se virtuale. Quindi no, accendere una candela non è un gesto insignificante”.

Roberta Papaleo

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