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Dispense militari

di Laurent Touchard. jeuneafrique.com/Le Matin dz (18/03/2013). Sintesi Carlotta Caldonazzo.

Dal 2006 le spese militari di Marocco e soprattutto Algeria sono notevolmente aumentate, suscitando perplessità sulle ragioni di tanto dispendio di denaro.Nel 2006Algeri spendeva 3,6 miliardi di dollari, Rabat 2,4, mentre lo scorso anno il totale ammontava rispettivamente a 9,8 e 3 miliardi di dollari, acquisti possibili grazie alle rendite degli idrocarburi algerini e dei giacimenti marocchini di fosfato. Non sempre i materiali sono di primo pelo e non sempre i prezzi concordati sono convenienti. C’è chi ipotizza l’intenzione di ingaggiare una sorta di corsa agli armamenti, un braccio di ferro tra i due vicini in stile guerra fredda, soprattutto considerando gli illustri fornitori di questo “utile” armamentario.

Il dominio assoluto nel campo dell’artiglieria di terra spetta naturalmente ad Algeri, che conta su 185 carri armati russi T-90 (ne aveva commissionati 300), 500 carri T-72 e 300 T-62. Una fanteria meccanizzata destinata a parte dei reggimenti dell’esercito, cui si aggiungono i T-55 utilizzati nelle esercitazioni. Il Marocco risponde con i 200 M1A1-SA di produzione statunitense, che dovrebbero sostituire parte degli M6oA3 e sono più potenti rispetto agli T-90 e T-72, ridimensionando la superiorità numerica algerina. Un primato sulla cui utilità sussistono dubbi ma che riguarda anche i blindati da ricognizione, per il trasporto di truppe e quelli da combattimento. Rabat conta infatti su un arsenale meno consistente e meno moderno.

Meno fortunati gli algerini per quanto riguarda l’aviazione, dopo l’annullamento della commissione di 34 MIG-29 al Cremlino a causa della scarsa qualità degli apparecchi recapitati. Il contratto prevedeva inoltre l’acquisto di 28 Sukhoi Su-30, dei quali 8 erano già stati inviati da Mosca. I pagamenti sono stati bloccati nel 2007 e i russi si sono ripresi la merce incriminata. Gli altri MIG-29 in possesso dell’Algeria vengono invece dalla Bielorussia, ma possono essere utilizzati solo nelle missioni più semplici di intercettazione e attacco. Opere di modernizzazione dovrebbero renderne possibile l’uso con bombe telecomandate e missili aria terra, tenendoli in servizio fino al 2018. Per non essere da meno, il Marocco ha firmato nel 2008 un contratto con gli Usa per 24 F-16 alla modica cifra di 2,4 miliardi di dollari, in parte “donati” dall’Arabia Saudita. Sia Algeri che Rabat dunque dispongono di aerei da combattimento antiquati, che richiedono notevoli spese di manutenzione a fronte di scarsa funzionalità e rischio di incidenti. Per ovviare a ciò l’Algeria va a caccia di 80-100 nuovi velivoli: Saab JAS-39 Gripen, EFA Typhoon, Rafale, Sukhoi Su-35, Su-34 o Su-30. La Russia sembra mantenere il suo primato tra i fornitori, anche perché i prezzi di vendita sono minori rispetto a quelli fissati da altri paesi. Nondimeno il recente riavvicinamento tra Algeria e Francia crea un contesto favorevole alla vendita dei Rafale, ma forse Algeri non avrà l’esclusiva, visto che il presidente francese François Hollande è atteso in visita ufficiale a Rabat all’inizio di Aprile. Il Marocco dal canto suo conta su un arsenale di aviazione di circa un terzo di quello algerino, ma in comune con questo ha l’obsolescenza dei velivoli: Mirage F1 portati agli standard MF2000, e i vecchi F5 dell’armata reale, utilizzati ormai solo per pattugliare le zone in cui si registra una presenza più consistente del Fronte Polisario.

Dulcis in fundo, da anni le speculazioni dei due paesi per l’acquisto di navi da combattimento vanno a gonfie vele. In particolare l’Algeria sembra molto preoccupata di modernizzare la propria flotta illudendosi di ottenere in tal modo una posizione di maggior rilievo nel Mediterraneo. Lo dimostrano i 400 milioni di dollari spesi nel 2006 per due sottomarini russi Kilo 636, la recente ordinazione di altri due sottomarini di questo tipo e le due fregate Meko 200 che dovrebbero essere assemblate a breve nientemeno che in territorio nazionale (l’Algeria ne possiede già due). In tutta risposta il Marocco nel 2008 ha commissionato la fregata multimissione europea Fremm Mohammed VI per 500 milioni di dollari. Un vero gioiello del combattimento marittimo, in grado di svolgere anche le funzioni di contraerea grazie ai potenti missili Exocet MM40. Rabat conta inoltre sulle fregate olandesi Sigma, che nulla hanno da invidiare alle Meko 200 e presto siglerà un contratto con la Germania per l’acquisto di almeno un sottomarino Type 209 per 500 milioni di dollari. Follie di guerra in tempo di pace stridente.

Carlotta Caldonazzo

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