News Zoom

L’attacco a Gaza e la carenza di farmaci

Al-Quds (22/11/2012). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi

Nel bel mezzo della attuale crisi di Gaza, con vittime, centinaia di feriti e ospedali che lavorano a pieno ritmo, si sente parlare di carenza di farmaci e attrezzature mediche. Bisogna sopperire a questa mancanza in molti modi e soprattutto in fretta, perché sono in pericolo delle vite umane. È stato lanciato un appello per raccogliere e inviare medicinali dall’estero, ma è un processo che richiede tempo. E questo a Gaza può significare la morte.

Due domande sorgono spontanee. La prima è perché non ci siano abbastanza medicinali in un luogo come Gaza, dove situazioni di crisi sono prevedibili e sussiste il rischio di epidemie. La seconda è perché Gaza ha bisogno di importare farmaci dall’estero, anche quelli di prima necessità.

Gaza ha una buona industria farmaceutica, rispondente agli standard internazionali. Importa i principi attivi, li trasforma ed esporta il prodotto confezionato finale in Europa e in altri paesi arabi. Eppure riesce a coprire solo il 50 % del fabbisogno locale e il 45 % del mercato dei farmaci.

La situazione in cui si trova Gaza si è già verificata in passato ed è possibile che si ripresenti in futuro. Pertanto sarebbe opportuno che il ministero della sanità, le organizzazioni internazionali e non che lavorano in questo campo e le aziende farmaceutiche collaborassero alla realizzazione di un piano per il rifornimento di medicinali di base durante una crisi, disponendo magazzini e modalità di produzione in tempi brevi.

Si parla spesso di sicurezza alimentare ma il “diritto di accesso alle medicine” non è meno importante, specie a Gaza in questo momento. Gli organismi ufficiali e le aziende farmaceutiche hanno il dovere di promuovere lo sviluppo del mercato locale per soddisfare i bisogni dei palestinesi, senza ricorrere alle importazioni.

Non ci sono dubbi sulla qualità e sulla sicurezza dei farmaci palestinesi in quanto le stesse aziende sono certificate internazionalmente. Anche l’università, con i suoi laureati e i suoi laboratori, può contribuire allo sviluppo di questa industria. L’importante è garantire medicinali a tutti i palestinesi.

http://www.alquds.com/news/article/view/id/399332

Cristina Gulfi

Scrivi un commento

Clicca qui per postare un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vuoi Studiare Arabo?

summer_school_a_tangeri

Ultimi tweet