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“Voci di scrittori arabi di ieri e di oggi” a cura di Isabella Camera d’Afflitto

“Voci di scrittori arabi di ieri e di oggi” a cura di Isabella Camera d’Afflitto
Dal blog Con altre parole di Beatrice Tauro
Isabella Camera d’Afflitto
Isabella Camera d’Afflitto

Il volume di cui ci occupiamo oggi è una antologia curata da Isabella Camera d’Afflitto, una dei massimi arabisti italiani, e pubblicata recentemente da Bompiani. In realtà si tratta di un lavoro che nasce sulla scia di una precedente raccolta, curata dalla stessa autrice e sempre pubblicata da Bompiani, che si proponeva come obiettivo quello di sfatare il mito secondo cui la letteratura araba fosse solo quella del passato e soprattutto legata all’opera di fama mondiale “Le mille e una notte”. Si voleva dimostrare che nel mondo letterario arabo esisteva una produzione vasta e articolata, di cui in Italia purtroppo non vi era molta conoscenza.

Oggi in verità non è più così. Sia in Italia che nel resto del continente europeo c’è molta attenzione nei confronti della letteratura araba contemporanea, soprattutto verso i romanzi, anche grazie all’opera di nuove generazioni di arabisti-traduttori che rendono tali volumi fruibili in occidente.

Questa nuova antologia vuole essere il primo di due volumi che raccoglieranno sia novelle classiche (nella presente raccolta) sia la produzione narrativa di autori contemporanei (nel volume successivo).

Il genere che viene trattato nella raccolta è il racconto breve che compare nel mondo arabo agli inizi del Novecento e si è diffuso soprattutto negli anni cinquanta grazie alla rivista libanese al-Adàb che ha molto incoraggiato e sostenuto questa forma narrativa.

Tale genere narrativo è stato prevalentemente influenzato dagli avvenimenti storici che hanno segnato la storia del mondo arabo nel corso del ventesimo secolo: le lotte per l’indipendenza che hanno interessato molti paesi arabi (Tunisia, Marocco, Algeria), il post colonialismo, la nascita dello stato di Israele e il conflitto con la Palestina che ha prodotto, e continua ancora a produrre, significative ripercussioni non solo di natura politica ma anche letteraria.

Il mondo arabo nel corso degli ultimi settant’anni è dunque passato di trauma in trauma, ha vissuto nuovi esili, nuove diaspore, nuovi campi profughi, nuove umiliazioni e nuove tragedie che certamente hanno influenzato gli scritti dei letterati” con questa premessa, ben spiegata dall’autrice, si comprende la caratteristica connotazione di buona parte della produzione letteraria del mondo arabo, dove si racconta l’angoscia esistenziale e dove sono centrali i temi della persecuzione politica, il carcere, la sopraffazione e l’umiliazione che rispecchiano fedelmente la realtà.

Noi in Occidente continuiamo a parlare di mondo arabo come se fosse un tutt’uno, ma soltanto conoscendo le varie realtà geografiche, storiche e culturali potremo veramente comprendere quali e quante siano le sfaccettature che compongono questo grande mosaico di paesi”. La consapevolezza di questo ha portato l’autrice a strutturare l’antologia raccogliendo i racconti secondo un criterio tematico che ha permesso di comprendere all’interno di ogni sezione autori molto diversi fra loro, sia per nazionalità che per stile letterario o generazione. Storie simili quindi ma raccontate con occhio diverso.

L’antologia, che si compone di otto sezioni, si apre con la sezione dedicata alle “Storie di un tempo che fu”, dove sono raccolti racconti che descrivono una società rurale ormai quasi del tutto scomparsa e affrontano tematiche innovative e coraggiose per l’epoca in cui vengono scritti. Segue la seconda sezione, “Il disinganno dell’infanzia” il cui tema centrale è il disagio dei bambini nei confronti degli adulti, spesso egoisti e insensibili. Spicca, fra gli altri, il racconto “Peperoncino” del premio Nobel Nagib Mahfuz, in cui viene celebrato il caffè come luogo di incontri, di conoscenze, di scoperte, anche per il piccolo protagonista della storia.

La sezione “L’esilio e l’assenza” assume una valenza più che mai attuale, affrontando il tema della condizione del profugo, dell’esule e non è un caso che a prevalere siano racconti di scrittori palestinesi.

I vari volti della donna” è la sezione in cui invece si affronta il tema della donna che, a differenza di come siamo abituati a credere, non riveste solamente il ruolo di vittima ma a volte assurge anche a carnefice di poveri e malcapitati uomini. E’ quindi una fotografia dalle varie sfaccettature quella che la D’Afflitto ci mostra sul tema della donna, un tema troppo spesso vittima di cliché quando si parla di mondo arabo.

Ai confini della mente” e “Alienazione e disagio sociale” sono due sezioni nelle quali i racconti scelti affrontano l’esplorazione della psiche umana e le difficoltà che possono insorgere a livello sociale a causa di frustrazioni sia personali che sociali.

Non poteva poi mancare una sezione dedicata all’”Oppressione politica, guerre e rivoluzioni”, temi sempre attuali nel mondo arabo. Tratto comune dei racconti scelti è la denuncia di alcuni regimi dispotici e totalitari.

L’antologia si conclude con la sezione dedicata alla “Satira politica” in cui i due racconti tratteggiano, in veste satirica, sia gli orrori della politica e del potere, sia il decadimento umano del nostro tempo rispetto ai grandi uomini del passato.

L’obiettivo del volume, ovvero quello di far conoscere novelle di esponenti di una cultura laica, che rappresenti un mondo multietnico e multiconfessionale, è stato raggiunto: la lettura dei trentacinque racconti ci trasporta al di là di epoche e confini geografici, ci permette di cogliere i tratti comuni di quello che definiamo mondo arabo, ma ci permette altresì di notare le differenze, le sfumature che inevitabilmente diventano la caratteristica di una nazionalità piuttosto che di un’altra. Sicuramente è un volume che permette di avere una vasta panoramica sulla produzione letteraria del racconto nel mondo arabo e che invoglia ad approfondire la lettura per meglio conoscere questo mondo, così vicino ma a volte così lontano.

 


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