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Vladimir Putin, il nuovo redentore dell’Islam

Di Bader al-Rashid. Al Araby al-Jadeed (01/12/2015). Traduzione e sintesi di Chiara Cartia.

Il canale RT (l’ex Russia Today) è un’ottima finestra per affacciarsi sulla visione russa del Medio Oriente. Seguire la sua copertura giornalistica degli sviluppi degli eventi in Siria, in particolare dopo l’intervento russo a fianco di Assad, rivela molto dell’immagine che Mosca vuole proiettare nel Medio Oriente.

A questo riguardo, l’abbattimento di un jet russo da parte di aeroplani turchi è stato un evento fondamentale, data la tensione esistente tra Turchia e Russia e la loro rivalità nella regione. Ad esempio, il sito web della RT ha provato a dichiarare che la Turchia si era scusata per l’incidente, scrivendo un articolo in arabo che cercava di riformulare le considerazioni di Erdogan in modo che sembrassero delle scuse per aver abbattuto l’aereo. In realtà, Erdogan stava spiegando che la Turchia aveva reagito a una violazione dello spazio aereo turco. Il materiale pubblicato dalla RT è pieno di frasi propagandistiche il cui obiettivo è manipolare il contesto degli eventi e la loro ricezione da parte del pubblico.

La RT ha anche omesso le critiche di Erdogan rivolte alla Russia per la sua politica in Siria. Allo stesso tempo, RT ha accusato la Turchia di essere un alleato dei terroristi in Siria e ha descritto, con vena tragica, l’incidente come un “colpo alle spalle”. Un altro articolo, ispirato a uno pubblicato su un giornale russo, esprime la delusione di Mosca nei confronti dei suoi alleati, che potrebbero “colpirla alle spalle” come la Turchia. I russi hanno continuato ad accusare la Turchia di sostenere il terrorismo e di foraggiare Daesh (ISIS), malgrado ci siano state delle aperture e delle offerte di distensione tra i due paesi.

La metafora del colpo alle spalle, che riflette la reazione di Putin all’incidente del jet, è più adatta a una relazione sentimentale che non a relazioni internazionali, figuriamoci poi se si tratta di relazioni tra Stati potenti in una condizione di guerra per procura. “Una qualsiasi delle parti coinvolte nel conflitto siriano potrebbe colpire alle spalle la Russia, salvo il presidente siriano Bashar al-Assad”, scrive l’autore, senza tuttavia spiegare perché Assad dovrebbe rimanere leale, ma forse la ragione è che Assad è finito politicamente e Mosca è l’unica arteria che potrebbe ancora far fluire il sangue nel suo corpo freddo.

Ma la RT si è superata con un articolo intitolato “Sì! Putin è il protettore del Cristianesimo, e anche dell’Islam”. L’articolo è comico non solo per il suo tentativo di sottolineare le credenziali anti-occidentali di Putin e il suo dichiarato atteggiamento di “paladino delle religioni” enfatizzando le differenze di valori tra la Russia di Putin e l’Occidente, ma anche per il suo sforzo di provare che l’omofobia di Putin lo ergerebbe a guardiano dei valori islamici e cristiani.

L’articolo cita le misure prese da Putin contro i diritti omosessuali, l’aborto e la “decadenza morale” e celebra la recente inaugurazione di una moschea a Mosca, coronata dall’elogio del presidente ceceno Ramzan Kadyrov: “Il presidente Vladimir Putin, da quando è al potere nel 2000, ha sostenuto i valori tradizionali contro il neo-paganesimo occidentale”, dichiarava l’articolo su RT.

Paradossalmente, questo è del tutto discordante con le considerazioni di Putin che attaccano Erdogan per il suo tentativo di “islamizzare la Turchia”.

Bader al-Rashid è uno scrittore e giornalista saudita che collabora con diverse testate, come Al-Hayat.

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Chiara Cartia

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