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Le vittorie temporanee degli Stati Uniti

Zoom 8 dic Stati UnitiDi Michel Kilo. Asharq al-Awsat (04/12/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Un gruppo non esiguo di osservatori ritiene che il ruolo degli Stati Uniti nella regione araba si sia indebolito, lasciando il posto alla Russia, la cui influenza si è estesa ovunque, persino in Israele, il cui ministro degli Esteri ha dichiarato di aver trovato un altro alleato oltre a Washington.

È opinione diffusa, infatti, che il gli Stati Uniti si stiano ritirando dalle politiche della regione araba, adottando un atteggiamento isolazionista e una politica rivolta verso il suo interno. L’idea del “ritiro americano” è iniziata con l’elezione di Barack Obama e la sua decisione di ritirare le truppe prima dall’Iraq e poi dall’Afghanistan, decisione che ha incontrato anche il favore della Difesa e dell’ intelligence americane, le quali sono familiari al concetto di “vietnamizzazione” delle guerre in atto.

Con riguardo alla situazione in Siria, prima del suo ritiro dal conflitto siriano, gli Stati Uniti si sono garantiti due condizioni: in primo luogo, hanno attirato sia amici che nemici verso il conflitto in atto; in secondo luogo, hanno tracciato linee rosse per tutti in modo da circoscrivere il conflitto alla regione e diffondere il panico dal punto vista sociale, politico, militare ed economico. Inoltre, hanno delegato alle potenze locali l’amministrazione della situazione, specialmente per quanto riguarda Israele e Iran, due nazioni armate fino ai denti che perseguono interessi comuni, come quello di marginalizzare il ruolo dei governi  arabi e la loro influenza a livello locale regionale e internazionale.

Gli Stati Uniti hanno dimostrato di poter imporre i loro interessi su quelli degli altri nel momento in cui hanno dichiarato l’intenzione di attaccare il regime di Damasco, proprio pochi giorni prima che la Russia decidesse di occuparsi dello smantellamento delle armi chimiche siriane. Oggi, la vittoria degli USA consiste nell’aver impedito all’Iran di autogestire le sue politiche nucleari e di aver posto sotto il controllo internazionale gli impianti iraniani senza preavviso e senza alcun allentamento delle sanzioni.

Washington ha dimostrato la sua capacità di rafforzare il ruolo anti-arabo dell’Iran, assicurandosi la marginalizzazione dei governi della regione e  la gestione a distanza della situazione in corso, in quanto l’amministrazione Obama si è resa conto che in questo modo può raggiungere comunque i suoi interessi a costo zero, senza la necessità di un intervento diretto. Ecco un’altra vittoria americana: avvelenare le politiche arabe e mediorientali e minare la stabilità della regione, attraverso una tattica basata su accordi sulle armi chimiche, gestione del nucleare e massacri strategici.

Guai a chi interpreta nel modo errato ciò che succede e compie tutti i passi necessari per fronteggiarlo!

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Roberta Papaleo

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