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Violenze Egitto: tensione non solo al Cairo

Youm7 (06/12/2012). L’attenzione di tutti è concentrata sul palazzo presidenziale situato nel quartiere di Heliopolis, ma le violenze e i tumulti sono scoppiati in molte altre località del paese lontane dalla capitale. Proteste contenute di fronte alla sede principale della fratellanza presso Al Moqattam (periferia del Cairo), difficile da raggiungere a piedi e quindi considerata più “al sicuro”.

Nella scorsa notte, una folla inferocita ha tentato di dare alle fiamme la sede dei Fratelli Musulmani e del Freedom and Justice Party ad Ismailiya e Suez, mentre scontri tra fazioni rivali sono avvenuti di fronte alle sedi del partito a Damietta e Monofiya. Marce di condanna per le aggressioni ai manifestanti pacifici al Cairo sono state organizzate a Daqheleya,Sharqeya e Port Said.

Ad Alessandria invece, uno dei leader del braccio politico dei Fratelli Musulmani, Sobhi Saleh è stato aggredito e la sua auto data alle fiamme, un episodio che conferma la rabbia verso l’atteggiamento assunto dal partito al potere in Egitto che ricorda sempre più quello del disciolto Partito Democratico Nazionale di Hosi Mubarak.

In molte di queste località, le forze di polizia si sono ritirate (in un copione che ricorda le proteste del gennaio 2011), lasciando esercizi commerciali, sedi di partiti e cittadini in balia degli scontri e di atti di vandalismo.

Luca Pavone

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