Politica

Vino palestinese e speck

terrasanta-viniImiei incontri con la letteratura araba all’università di Ferrara sono terminati. Il mio pubblico mi ha coccolata e mi ha richiesta per il prossimo anno ( chi dovrò pregare per farmi parlare del mondo arabo anche l’anno prossimo ? ……ci penso l’anno prossimo ).Ora passo a Trento e continuo le mie lezioni di lingua araba. Non diventerò ricca ma aggiornare i miei studenti su quello che avviene nel “grande pianeta arabo” mi riempie di gioia soprattutto in questi anni in cui le nazioni arabe stanno dimostrando il loro carattere migliore.

Intendo nazioni nel senso del popolo che chiede a piena voce i propri diritti. Non mi interessano i governanti, quelli passano, fanno danni ma alla fine anche se con fatica il popolo li fa scappare . Possono lanciare bombe, possono torturare, possono affamare ma ai figli si trasmette la dignità e quella nutre di sicuro più del pane.

Io però sono qui non sono sotto le bombe a Damasco o a piazza Tahrir al Cairo o a Gaza a sostenere il popolo palestinese. Vorrei che tutto fosse già finito, che nelle piazze arabe si discutesse in modo civile con l’unico obiettivo di un nuovo futuro. Sono egoista vorrei rivedere i miei amici arabi in pace e tornare a camminare tranquilla per le vie di Damasco, vorrei, vorrei, vorrei tante cose che il mondo arabo mi dà e invece per ora non è possibile.

E allora stasera mi sono consolata con un bel panino di speck e vino dei miei amici palestinesi.  Lo so non serve a niente, per ora sono bloccata qui ma presto parto non ne posso più di vivere le rivoluzioni da lontano…………..


Enrica Schivardi

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