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Il vecchio club imperialista

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Donald Trump tratta il mondo come il leader di un club imperialista, interessato solo al profitto, senza pensare alle ripercussioni dei suoi atti.

Di Nur ad-Din Thniu. Al Quds al-arabi (16/12/2017). Traduzione e sintesi di Laura Serraino.

L’arroganza della politica americana di Donald Trump nasce dal non aver prestato attenzione alle caratteristiche dell’era moderna: archivi interni, espressione di una vita super elettronica, registrano e conservano informazioni e comportamenti, indicando immediatamente le conseguenze e le responsabilità dell’atto originale che l’autore non può nascondere o negare, come avvenuto a George W. Bush che ha approfittato del presunto possesso di armi di distruzione di massa di Saddam Hussein per lanciare contro di lui il suo ripugnante attacco e vendicarsi di al-Qaeda che gli ha inferto un colpo doloroso come quello dell’11 settembre.

Il presidente Trump tratta il mondo come il leader di un club imperialista consolidato e il suo ruolo è quello di gestirlo come un imprenditore usuraio, interessato solo ai soldi e agli affari, lontano da qualsiasi valore o concetto della politica internazionale. La politica di Trump ha luogo nell’era degli archivi interni dove l’autore degli atti incontra subito la reazione adeguata. Quindi una lettura intelligente degli archivi riguardo l’annuncio di Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme collega tale decisione al colpo doloroso che riceverà l’America per questa sua odiosa politica. Nella memoria interna leggiamo la decisione d’invadere l’Iraq nel 2003 come espressione della volontà d’investire nel terrorismo internazionale e forse il più grande bottino di questo investimento è stato la creazione di un’organizzazione terroristica ad alto livello, “Daesh”, come alternativa di al-Qaeda. La memoria interna dimostra che il terrorismo è un prodotto americano per eccellenza in cui investono i membri del club imperialista e necessita sempre di chi si pieghi ad esso in vari luoghi del mondo, come il regime del colpo di stato in Egitto che ha risposto al club usuraio per eliminare la democrazia e l’islam attraverso l’investimento nel terrorismo e nella violenza.

Il colpo doloroso che riceverà l’America a causa della sua politica estera imprudente e sconsiderata non provocherà alcuna pietà o misericordia perché è un atto che tutti si aspettano. L’amministrazione americana non può più nascondere i fatti che l’era di Wikileaks rivela.

L’America è leader del club imperialista, è il più grande stato canaglia del mondo, secondo il pensatore Noam Chomsky, perché agisce lontana da ogni supervisore e non ha nessuna considerazione morale o religiosa, oltre che politica. Ciò che le importa sono anzitutto i suoi interessi economici. Se si osserva ciò che accade in profondità si vedrà che la politica del club imperialista è combattere la democrazia e l’islam e qualsiasi esperimento di successo che combina islam e democrazia, come successo per la rivoluzione iraniana del 1979 e, allo stesso modo, per l’esperienza del partito Giustizia e Libertà in Turchia e in Egitto.

Nur ad-Din Thniu è uno scrittore e ricercatore algerino.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


Redazione

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