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USA: taglio dei fondi ai Palestinesi

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Fa discutere l’ultima decisione dell’amministrazione Trump circa il taglio di aiuti finanziari all’agenzia ONU per il soccorso ai rifugiati palestinesi. Quale punizione è questa?

Di Samir Atallah. Asharq al-Awsat (22/01/2018). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

A seguito della decisione statunitense di ritirarsi dall’UNESCO e di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, l’America di Trump ha annunciato di interrompere gli aiuti finanziari all’ Organizzazione ONU per il soccorso dei Palestinesi (UNRWA).

Se fossi un americano che vota il partito repubblicano avrei pensato che, mentre le prime due decisioni sono di carattere essenzialmente politico che il governo ha il diritto di prendere, l’ultima risoluzione invece ha un aspetto soprattutto umanitario, che non influisce tanto sul governo di Mahmoud Abbas o di Hamas, quanto piuttosto su donne, bambini e invalidi cacciati dalle proprie case nel 1948, i quali hanno trovato riparo negli accampamenti, dove ancora vivono, senza identità, futuro o benessere.

Le loro dimore sono divenute logore abitazioni in Giordania, Siria e Libano. Aiutarli non è una decisione politica e nemmeno un’elemosina che altre nazioni danno ai palestinesi; al contrario, è un dovere della comunità internazionale che non ha fatto niente nei loro confronti da ben 70 anni.

L’UNRWA è dunque una causa umanitaria più che politica. È la causa dei rifugiati, degli sfollati e degli oppressi. Come possono gli Stati Uniti – il Paese di Lincoln, Monroe e Eisenhower – negare aiuti principali e al contempo ignorare l’edificazione di migliaia di insediamenti in quella terra che prima apparteneva ai palestinesi?

Oggi si discute sul perché gli arabi non garantiscano fondi all’UNRWA e perché l’Arabia Saudita sia l’unico Paese nella lista dei primi dieci donatori. Gli arabi hanno un obbligo a cui non possono sottrarsi. La Palestina è una tragedia internazionale che non esime nessuno dalle sue responsabilità: Tutte le grandi potenze senza eccezioni hanno contribuito a creare questa tragedia.

Non è più tempo di discutere di antiche responsabilità ma di trattare la causa palestinese così come viene presentata al mondo oggi. Una causa umanitaria e non solo politica. I rifugiati palestinesi non sono gli sfollati del Messico o i poveri del Mediterraneo. Essi sono chiare vittime di decisioni internazionali irresponsabili.

 

Samir Atallah è giornalista, scrittore e analista politico libanese.

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Redazione

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