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USA, GB e al-Qaida in Siria sullo stesso fronte

Obama, Siria, al-Qaida

Di Robert Fisk. The Indipendent (27/08/2013). Traduzione di Roberta Papaleo.

Se Barack Obama decide di attaccare il regime siriano, ha assicurato – per la primissima volta nella storia – che gli USA saranno dalla stessa parte di al-Qaida.

Una vera alleanza! Non erano stati i Tre Moschettieri a urlare “Uno per tutti e tutti per uno” ogni volta che cercavano lo scontro? Dovrebbe essere questo il nuovo grido di battaglia se – o quando – gli statisti del mondo occidentale andranno in guerra contro Bashar al-Assad.

Gli uomini che hanno provocato migliaia di vittime con l’11 settembre combatteranno quindi affianco della stessa nazione i cui innocenti cittadini sono stati così crudelmente assassinati quasi esattamente 12 anni fa. Una vera conquista per Obama, Cameron, Hollande ed il resto dei signori della guerra in miniatura.

Di certo, questo non verrà divulgato dal Pentagono a dalla Casa Bianca, sebbene stiano entrambi cercando di distruggere Bashar. Così anche il fronte Nusra, un affiliato di al-Qaida. Tuttavia emergono delle interessanti possibilità.

Forse gli americani dovrebbero chiedere aiuto ad al-Qaida con l’intelligence: dopotutto, loro hanno “uomini sul campo”, qualcosa a cui gli americani non sono interessati. Forse al-Qaida potrebbe offrire alcuni sistemi informativi al Paese che di solito dichiara che i sostenitori di al-Qaida, al contrario dei siriani, sono gli uomini più richiesti del mondo.

Di certo, ci sarebbe del paradossale. Mentre i droni statunitensi condannano a morte al-Qaida in Yemen e Pakistan (insieme al solito mucchio di civili), in Siria gli americani forniranno al gruppo, con l’aiuto dei Sig.ri Cameron, Hollande e altri politici, un supporto materiale colpendo i nemici di al-Qaida. Si può tranquillamente scommettere fino all’ultimo centesimo che l’unico bersaglio che gli americani non colpiranno in Siria saranno al-Qaida e il fronte Nusra.

Il nostro primo ministro applaudirà qualsiasi cosa che faranno gli americani, alleandosi di conseguenza con al-Qaida – dev’essersi dimenticato delle bombe a Londra. Dal momento che i governi moderni non possiedono più memoria istituzionale, forse Cameron ha dimenticato quanto i sentimenti espressi da lui e Obama sono simili a quelli espressi da Bush e Blair una decina di anni fa: le stesse noiose garanzie, pronunciate con una tale sicurezza, ma senza abbastanza prove per mantenerle.

In Iraq, siamo andati in guerra sulla base di bugie provenienti da impostori e truffatori. Ora la guerra si fa con YouTube. Non significa che le terribili immagini di civili siriani morenti siano false: significa che qualsiasi prova del contrario dovrà essere soppressa. Ad esempio, nessuno si interesserà ai continui aggiornamenti sullo stato di salute di tre membri di Hezbollah che sono stati apparentemente colpiti dallo stesso gas lo stesso giorno, probabilmente in dei tunnel. Se le forze del regime siriano hanno usato gas, come mai anche gli uomini di Hezbollah – che combattono insieme alle truppe del governo siriano – potrebbero essere stati colpiti? Danno collaterale?

Mentre parliamo di memoria istituzionale, chissà chi tra i nostri allegri statisti sa cos’è successo l’ultima volta che gli americani sono subentrati all’esercito siriano. Scommetto che non se lo ricordano. Beh, è successo in Libano, quando l’aeronautica statunitense ha deciso di bombardare i missili siriani nella valle della Beqaa il 4 dicembre del 1984. Me lo ricordo molto bene perché ero qui in Libano. Un cacciabombardiere A-6 americano è stato colpito da un missile Strela siriano – made in Russia, ovviamente – e si è schiantato nella Beqaa. Il suo pilota, Mark Lange, è stato ucciso; il suo copilota, Robert Goodman, è stato fatto prigioniero e trasportato a Damasco. Jesse Jackson è dovuto andare in Siria a riprenderlo dopo quasi un mese di cliché circa “la fine del circolo di violenza”. Anche un altro aereo americano – stavolta un A-7 – era stato colpito da fuoco siriano, ma il pilota è riuscito ad espellersi sul Mediterraneo, dov’è stato pescato fuori da un peschereccio libanese. Anche il suo aereo è stato distrutto.

Di certo, ci dicono che in Siria si tratterà di un attacco lampo, in tutto un paio di giorni. A Obama piace pensarla così: ma l’Iran? Hezbollah? Io credo piuttosto che – se Obama agirà – andrà avanti per parecchio tempo.

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Roberta Papaleo

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