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L’Unione Europea preoccupata per l’economia e la sicurezza dell’Algeria

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Di Tewfik Abdelbari. Tout sur L’Algérie (21/09/2016). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Lo scorso 20 settembre, il Consiglio europeo ha pubblicato il suo rapporto annuale per il 2015 sui diritti dell’uomo e la democrazie nel mondo. Nella sezione dedicata all’Algeria, nonostante venga evidenziato un”netto miglioramento” in termini di protezione dei diritti della donna, l’istituzione dell’Unione Europea esprime preoccupazione su altri punti.

Il Consiglio, infatti, inizia il capitolo sull’Algeria facendo riferimento alle “sfide regionali in materia di sicurezza legate alla situazione in Libia e nel Sahel”. Inoltre, nel rapporto si parla della crisi delle finanze pubbliche che il paese sta affrontando, con “il continuo abbassamento dei prezzi del petrolio”, al punto che “le autorità si sono viste costrette ad adottare misure di austerità”.

Sulla questione dei diritti umani, l’UE riporta di “41 nuovi casi di violazioni […] che interessano 190 persone”. Si tratta per la maggior parte di casi concernenti la libertà di riunione e di associazione. Secondo il rapporto, l’Algeria ha stretto di nuovo la morsa sulle associazioni: “Almeno due terzi delle 93.000 associazioni registrate legalmente in Algeria prima del 2012 sono o scomparse o si trovano nell’impossibilità di rinnovare la loro registrazione”.

Secondo diverse ONG, la causa sarebbe un’applicazione arbitraria della legge, “con conseguenze sfavorevoli […] per le associazioni”, in particolare quelle che operano in ambiti e su temi “politicamente sensibili”, spiega il rapporto senza però specificare ulteriormente. In generale, i finanziamenti stranieri e i visti per i membri delle ONG sono stati “sistematicamente” rifiutati dal ministero degli Affari Esteri.

L’Algeria, inoltre, ha violato “gli obblighi che gli spettano” nel quadro della Convenzione contro la tortura, secondo un rilevamento del Comitato delle Nazioni Unite. Questa violazione è sopratutto segnata dalla mancata inchiesta e cooperazione sul caso Hachemi Boukhalfa, “che sarebbe stato torturato dalla DRS [Département du Renseignement et de la Sécurité, i servizi di intelligence algerini, ndt] nel 2011″, indica il rapporto.

Di contro, L’UE ha constatato con piacere la punibilità “per la prima volta, delle violenze domestiche contro le donne”. Adottando una definizione ampia di ‘violenze’ (fisiche, psichiche, sociali o economiche), la legge algerina prevede “delle gravi pene di detenzione per gli autori di questo stipo di reati”, ricorda il rapporto. “L’adozione di questo testo rappresenta un enorme passo in avanti a favore della parità dei sessi”, commenta il Consiglio nel documento.

Tewfik Abdelbari è un giornalista algerino.

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Roberta Papaleo

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