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Un rifugiato su 5 viene dal mondo arabo

Di Rajia Aboulkheir. Al-Arabiya (10/09/2015). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

Nel corso degli ultimi 100 anni – dal 1915 al 2015 – il mondo arabo ha prodotto circa 12,3 milioni di rifugiati: su un totale di 59,5 milioni, questo dato rivela che su scala globale 1 rifugiato su 5 proviene dal mondo arabo. A rivelarlo sono dei calcoli condotti da Al-Arabiya basandosi su dati delle Nazioni Unite.

Palestina

L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione (UNRWA) dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente stima che nel 1950 si trovò a dover occuparsi di 750 mila palestinesi che erano stati costretti a lasciare le loro case a causa di Israele. Nel 1967 le ostilità causate dall’occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza spinsero altri 200 mila palestinesi ad andarsene.

Iraq

Nel 2003, il rovesciamento del regime del dittatore iracheno Saddam Hussein e l’ascesa al potere di un nuovo governo guidato da Nouri al-Maliki ha obbligato molti iracheni a lasciare il Paese. Con l’avanzata di Daesh (ISIS), la divisione settaria già presente e la violenza hanno spinto oltre 3,3 milioni di persone ad andarsene. Secondo Luqman Salim, analista politico libanese, “che si tratti di Iraq o Siria, la pulizia settaria è una politica. Non è solo un atto sporadico di violenza commesso da alcune fazioni militari, è parte di una agenda”.

Siria

Nelle parole dello stesso Luqman Salim, “la Siria è uno dei Paesi che l’Iran vuole mettere sotto la sua influenza ed in questo senso proprio l’Iran è un attore principale che sta aiutando Assad nello sfollamento dei siriani”. Secondo l’analista, “è chiaro che la politica iraniana vuole operare una sorta di pulizia settaria e rimodellare il paesaggio demografico”, cosa avvenuta in diverse parti del Paese come le città occidentali di Homs e Al-Qusair. Salim afferma che l’Iran sta cercando di cambiare la demografia nelle zone vicine alla capitale siriana con l’obiettivo di dividere in parti il Paese.

Secondo i dati forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dal marzo del 2011 circa 4 milioni e 88 mila siriani hanno lasciato il Paese lacerato dalla guerra. Oltre alle atrocità di Assad, l’ascesa di Daesh ha contribuito allo sfollamento di altri siriani.

Yemen

Milizie appoggiate dall’Iran hanno obbligato nel 2015 migliaia di arabi a fuggire dallo Yemen in cerca di sicurezza. Da marzo, gli Houthi e i lealisti del deposto leader Ali Abdullah Saleh hanno spinto oltre 545 mila persone a lasciare il Paese, dopo l’uccisione di civili ed il blocco agli aiuti umanitari.

Un ex-ambasciatore dello Yemen in Libano, Mohammed al-Qubati, dice che “un gran numero di yemeniti ha lasciato il Paese dal Golfo di Aden per raggiungere Paesi africani vicini come il Gibuti e la Somalia”. Qubati ha parlato anche di “sfollati interni” riferendosi a “molti yemeniti che hanno dovuto lasciare le aree dominate dai ribelli sciiti come Sanaa e Taez”.

Libia

Dopo che i 40 anni di potere di Muammar Gheddafi hanno visto una fine nel 2011, le fazioni in Libia si sono ferocemente divise. Il Paese è ora diviso in due, con il primo ministro Abdullah al-Thani che ha perso il controllo di Tripoli ritrovandosi confinato nella parte est, ed una amministrazione rivale che controlla la capitale e i dintorni.

La divisione della Libia ha spinto molti arabi a fuggire in Paesi vicini, così come a correre il rischio di attraversare il Mediterraneo.

Rajia Aboulkheir è una giornalista di Al-Arabiya.

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Claudia Avolio

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