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Un piano per la Siria

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Di Michel Kilo. Al-Araby al-Jadeed (09/07/2016). Traduzione e sintesi di Sebastiano Garofalo.

Un documento americano non ufficiale, la cui prima parte è stata resa pubblica nel settembre del 2015 e la restante quest’anno, porta il sensazionalistico titolo di “Piano di pace per la Siria”.

In questo documento le decisioni prese durante i colloqui di Ginevra sono state ignorate. Come pure le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, in particolare la numero 2118 che indica il meccanismo di attuazione degli accordi di Ginevra.

Nel piano si sottolinea la necessità di fermare le violenze sul campo per giungere a un cessate il fuoco permanente, che porti alla risoluzione del conflitto.

In terzo luogo, per preservare le aree tra Damasco e la costa, passando per Homs e le aree attorno di Hama, che sono sotto il controllo delle truppe di Bashar al-Assad con l’aiuto di quelle russe, saranno suddivise tra i curdi a nord e le forze siriane a nord-est. A nord il controllo sarà garantita dall’esercito turco e a sud da quello giordano. Mentre per le aree controllate da Daesh sarà creato un gruppo interforze internazionale.

Quarto: la presenza di truppe internazionali in differenti aree della Siria, allo scopo di sorvegliare il rispetto del cessate il fuoco, garantiranno il ritorno alla normalità per la popolazione siriana.

Tuttavia, fino a quando gli Stati Uniti e la Russia non troveranno un accordo e una soluzione condivisa per la questione siriana, che chiarisca il futuro dello Stato, i siriani continueranno a subire sulla propria pelle le conseguenze dell’inerzia della comunità internazionale.

Il “piano”, nella sua seconda parte, afferma che una tregua è già stata concordata, più o meno con successo, ma non è stato ancora compiuto il primo passo per la sua attuazione. Pertanto è necessario tenere alta la guardia fino a quando il piano non sarà applicato completamente, permettendo ai siriani di riacquistare la libertà e di ritornare alla proprie case.

Quello che noi siriani dobbiamo fare è non permettere che la rivoluzione siriana venga sconfitta, per non tradire la nostra gente e noi stessi.

Michel Kilo è uno scrittore e attivista dei diritti umani siriano.

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