Siria Zoom

Un biglietto di solo andata per Bashar Al-Assad

Di Abd al-Rahman al-Trairi, Al-Hayat (31/08/2015). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

Lo scorso giovedì, al termine della conferenza stampa con il ministro degli esteri britannico, Philip Hammond, il ministro degli esteri saudita, Adel al-Jubeir, ha confermato la posizione del regno circa la cacciata di al-Assad: per quest’ultimo non vi è più alcun futuro in Siria.

L’incontro tra i due ministri ha seguito il ritorno di Hammond da Teheran, con la riapertura dell’ambasciata britannica in Iran. In merito, la Gran Bretagna ha precisato di aver proceduto esclusivamente alla nomina di un incaricato d’affari e non di un ambasciatore, accordandosi alle richieste occidentali di ridare fiducia gradualmente all’Iran.

L’incontro tra il ministro britannico e quello saudita ha avuto dei risvolti positivi secondo al-Jubeir, pur considerando che le priorità occidentali non necessariamante si sposano con quelle saudite, specie in merito all’Iran. A conclusione della sua dichiarazione, il ministro saudita ha accennato anche ai colloqui bilaterali con Hammond che hanno inciso nei recenti sviluppi in Siria e Yemen, come anche il recente accordo nucleare tra l’Iran e il gruppo dei 5+1.

E su quest’ultimo punto, l’occidente ha preso consapevolezza di due importanti questioni. La prima: l’accettazione da parte degli alleati regionali dell’accordo nucleare implica una seria soluzione politica tanto in Siria che in Yemen, per porre fine ad una condizione di instabilità che interessa la regione da anni, consapevoli tuttavia che gli Stati del Golfo, non hanno alcuna fiducia nelle future intenzioni iraniane. Infatti, proprio l’assenza di sanzioni permetterà all’Iran di agire a suo piacimento, con la possibilità di allacciare legami con Israele.

L’altro punto da tener in considerazione riguarda la consapevolezza, soprattutto da parte americana, dell’influenza che esercita l’Arabia Saudita nel mondo, evidente nello scenario yemenita e in quello siriano. Il regno sembra deciso nel porre fine alla tragedia del popolo siriano, il che però non indica di certo l’assenza di al-Assad dalla scena politica. Al-Jubeir ha ripetuto che la cacciata di Bashar al-Assad dallo scenario politico è fondamentale per la sconfitta del terrorismo, e in particolare di Daesh (ISIS). L’occidente si è accordato tardivamante a tale linea di pensiero che contrasta la teoria iraniana, secondo cui solo la presenza di al-Maliki in Iraq e di al-Assad in Siria possono combattere il terrorismo.

L’altra questione a favore della regione si ricollega alla visita dello sceicco Muhammed bin Zayed, del presidente El-Sisi e del re Abdullah II a Mosca, segnale di un probabile legame con la Russia in vista di una soluzione alla crisi siriana e quindi yemenita.

In definitiva, secondo quanto dichiarato dal ministro degli esteri americano, la transizione politica in Siria è l’unica via possibile alla lotta contro Daesh, con l’impegno di Washington a rovesciare al-Assad. Al presidente siriano non rimane altro che prenotare un biglietto di solo andata verso Muscat, Teheran o forse Mosca.

Abd al-Rahman al-Trairi è uno scrittore saudita.

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Giusy Regina

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