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“Ulisse da Baghdad” di Eric-Emmanuel Schmitt

Schmitt ulisse baghdad ev

“Vede, fintanto che le frontiere esistono bisogna rispettarle e farle rispettare. Ciò non toglie che abbiamo tutti il diritto di chiederci perché esistono. Riteniamo che siano una buona soluzione ai problemi umani? Pensiamo che tracciare dei confini sia veramente l’unico modo perché gli uomini possano vivere insieme?”

Interrogativi che ormai quotidianamente ci poniamo di fronte alle ripetute stragi di migranti, domande alle quali l’uomo, anche quello di buona volontà, non riesce a dare risposte.

Il libro che vi propongo oggi affronta proprio il tema delle frontiere e della possibilità per gli esseri umani di superarle per poter vivere insieme ed in pace.

“Ulisse da Baghdad” è la storia di Saad Saad, un ragazzo iracheno, studioso e di buona famiglia, la cui esistenza viene sconvolta negli ultimi tempi della dittatura di Saddam Hussein e negli anni dell’embargo e dell’occupazione americana.

Tutti i suoi normali progetti di vita vengono spazzati via, dolorosamente, con l’uccisione della fidanzata, del padre e dei cognati, in una Baghdad ormai preda delle bombe e dei proiettili che colpiscono all’impazzata. Per queste ragioni Saad, seppur a malincuore, decide di partire, lasciando la madre e le sorelle rimaste vedove. La sua meta è l’Europa e Londra in particolare. Sogna una nuova vita, fatta di lavoro, di famiglia, di amici, in altre parole di normalità.

E per raggiungere questo obiettivo affronta il viaggio dapprima attraverso il Medio Oriente, poi la traversata del Mediterraneo ed infine l’attraversamento dell’intero continente europeo.

La sua è una vera e propria Odissea, nel corso della quale rischia più volte la vita, ma stringe anche amicizie che si riveleranno preziose e indimenticabili. Persone come lui in cerca di un futuro, che si perdono per strada, trovando la morte nei difficilissimi percorsi che questa moderna migrazione impone ai nuovi Ulisse.

Al di là della drammaticità del racconto che ancora una volta ci pone, noi occidentali, di fronte alle ragioni profonde che spingono i migranti a mettersi sulla strada verso l’Europa pur mettendo a repentaglio la loro stessa esistenza, il romanzo di Schmitt affronta proprio il tema delle frontiere, di questi muri che si ergono fra i popoli, che inducono a tracciare confini la cui labilità è data dalla stessa indole umana di scoperta e ricerca del nuovo. L’uomo ha sempre affrontato l’ignoto pur di scoprire cosa c’è più in là del confine e l’Ulisse di Omero ne è stata la rappresentazione più convincente e veritiera. L’uomo è disposto a correre pericoli e rischi pur di raggiungere i propri obiettivi. E Saad incarna proprio il moderno Ulisse, che pur consapevole di mettere a repentaglio la propria vita, si spinge sempre più in là per raggiungere la propria meta che, in questo caso altro non è se non la ricerca di una normalità purtroppo negata nel suo paese di origine.


Beatrice Tauro

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