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UE-Marocco: il nuovo accordo sulla pesca

Accordo pesca UE Marocco

Articolo di Roberta Papaleo.

Dopo mesi dall’approvazione del nuovo protocollo da parte delle istituzioni europee, lo scorso luglio il Regno del Marocco ha finalmente ratificato l’accordo di partenariato nel settore della pesca con l’UE. Questo tipo di accordi prevedono, in cambio dell’assistenza tecnica e finanziaria dell’Unione nel settore, la concessione di diritti di pesca da parte del Paese contraente nelle sue acque nazionali. Marocco e UE erano rimasti privi di una regolamentazione in questo senso sin dal dicembre 2011 e, dopo lunghe trattative, si è arrivati alla formulazione di un nuovo protocollo solo, appunto, nel dicembre scorso.

Il nuovo protocollo, considerato secondo per importanza e facente parte di una nuova generazione di accordi in seguito alla riforma della Politica Comune della Pesca, permetterà ad un massimo di 120 imbarcazioni di 11 Paesi europei (quali Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Germania, Lituania, Lettonia, Olanda, Irlanda, Polonia e Gran Bretagna) di pescare nelle acque marocchine.

Il nuovo protocollo, però, ha creato non poche controversie con riguardo alla questione del Sahara Occidentale, delicata zona di conflitto dove sono coinvolti numerosi interessi. La controversia maggiore riguarda, infatti, i diritti della popolazione saharawi, sia in termini di diritti umani che di sfruttamento delle risorse naturali.

Al momento dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo nel dicembre scorso, le migliaia di saharawi presenti nei campi profughi algerini hanno protestato contro il nuovo piano adottato dall’Unione. Da parte sua, Hans Cornell, diplomatico svedese ex sottosegretario generale per gli Affari Legali del Consiglio Legale delle Nazioni Unite, ha dichiarato che il Marocco non ha diritto di sfruttare le risorse naturali del Sahara Occidentale se questo va contro i benefici e i desideri della popolazione saharawi.

C’è da sottolineare, tuttavia, che al momento della stesura del nuovo protocollo, l’UE ha insistito per l’inclusione di una clausola sui diritti umani che prevede un meccanismo di sospensione del protocollo in caso di violazione degli stessi. Tale clausola è stata il principale motivo di ritardo nella ratificazione da parte del Marocco, che rivendica la totale sovranità sulla regione.

Tuttavia, l’inclusione di questa postilla non sembra essere sufficiente. Mohamed Sidati, rappresentante del Fronte Polisario presso l’UE, ha duramente condannato il protocollo, affermando che esso costituisce un tentativo di legittimare lo sfruttamento delle risorse saharawi, nonché un ostacolo agli sforzi dell’ONU nel trovare una soluzione pacifica alla situazione. In particolare, sulla clausola sui diritti umani Sidati ha dichiarato: “L’inefficace misura sui diritti umani inserita nel nuovo protocollo non aiuterà la situazione della popolazione saharawi, che continuerà ad essere oppressa quotidianamente dalle forze dell’occupazione marocchina”.

Resta ora da vedere, dunque, se la clausola sui diritti umani sarà sufficiente a far risultare il nuovo protocollo conforme al diritto internazionale e rispettoso dei suoi principi fondamentali.

 

 

Roberta Papaleo

1 Commento

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  • Sì sbaglia di brutto! Parla del popolo sahrawi!
    Io mi muovo con tutta la libertà e sicurezza fino a Mauritania e di confini tra il Marocco nord e sud non esistono.
    L’occidente creato e sta cercando di creare ancora conflitti tra un paese e l’altro anzi tra regione e regione per dividere i paesi arabi e indebolire le sue forze per rubare le loro risorse sotto l’occhio del popolo arabo e non solo !!!!
    Questo comportamento è considerato terrorismo internazionale di massa nei confronti del popolo arabo.

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