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Il turismo, un’occasione mancata per il Libano

Di Sami Nader. Al-Monitor (28/03/2014). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi.

Il World Travel & Tourism Council ha appena pubblicato un rapporto sull’impatto economico del turismo in Libano. I dati mostrano l’importanza di questo settore in termini di PIL e posti di lavoro, ma anche il potenziale economico non ancora sfruttato. In altre parole, il turismo risulta un’occasione mancata a causa dell’instabilità e delle mancate riforme strutturali.

Il contributo diretto del settore viaggi e turismo all’economia libanese nel 2014 sarà di 3,23 miliardi di dollari, pari al 6,9% del PIL. Si stima inoltre che l’apporto diretto crescerà del 2,2%, un tasso modesto che colloca il Libano al 159° posto al mondo. Il dato non sorprende, in quanto tutti i livelli di crescita sono minimi in seguito all’inasprimento della crisi siriana.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l’impatto potrebbe raggiungere il 18,6% – l’equivalente di 261.300 posti di lavoro. Quest’anno, il contributo diretto è destinato a crescere del 2,7%, mettendo il Libano al 99° posto rispetto al resto del mondo.

Il rapporto non fa che confermare una realtà nota: il settore viaggi e turismo contribuisce ad una larga fetta del PIL libanese e costituisce un pilastro chiave dell’economia sul quale puntare per riattivare la crescita e far uscire il Paese dall’attuale situazione di stallo. I tassi piuttosto bassi per quanto riguarda il contributo all’attività economica e al mercato del lavoro, purtroppo, sono il costo da pagare per le tensioni che affliggono il Paese.

Ecco perché si parla di occasione mancata. Interessanti, però, sono le proiezioni positive fino al 2024. Il tasso di crescita in questo arco temporale colloca infatti il Libano al 14° posto su 183 Paesi. Ciò dimostra il potenziale economico del settore viaggi e turismo, a condizione che ci siano condizioni favorevoli agli investimenti in termini di leggi e buona governance.

Ma è proprio la politica a paralizzare la capacità produttiva dell’economia libanese, con partiti che non fanno che scambiarsi accuse ed una classe dirigente del tutto assente. Proprio pochi giorni fa è iniziato il periodo costituzionale per l’elezione del nuovo presidente, ma al momento non ci sono candidati perché solitamente viene scelto “dall’esterno”, cioè attraverso un accordo regionale. Nel frattempo, il Libano continua ad aspettare delle riforme economiche.

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Cristina Gulfi

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