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Turchia: rifugiati siriani per la convivenza

Al-Jazeera (23/08/2014). Le speranze dei rifugiati siriani per ricostruirsi una nuova vita sono legate al centro culturale Hamish di Istanbul, tra tentativi di convivenza in Turchia e la speranza di un ritorno nelle loro terre prima possibile.

Le prime ondate di arrivi dei profughi siriani in Turchia risalgono all’aprile 2011, quando Ankara ha deciso di attuare nei loro confronti una politica di apertura. Da allora il loro numero è aumentato, provocando tensioni in diverse città. Nelle scorse settimane infatti gruppi di uomini con il volto coperto hanno compiuto attacchi contro beni e abitazioni dei rifugiati siriani. Basti citare l’assalto del 14 luglio contro un esercizio commerciale gestito da un siriano ad Adana ed episodi simili a Istanbul e Ankara. Per questo il centro culturale Hamish di Istanbul, tenuto da turchi e siriani, sta aumentando il suo impegno per creare i presupposti di una convivenza pacifica. I problemi, spiega Senay Ozden, uno dei fondatori del centro, sono legati alla mancanza di contatti tra le comunità siriana e turca, dal momento che “non c’è alcuna relazione tra esse sul piano sociale”. Giorni fa 15 organizzazioni della società civile turca hanno chiesto al governo misure urgenti per proteggere i rifugiati siriani che vivono in Turchia, che secondo le stime Onu sono circa 790mila.


Carlotta Caldonazzo

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