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Turchia, Erdogan vuole rinominare la ex basilica di Santa Sofia “Moschea Sofia”

L’Orient-Le Jour (24/03/2019) Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha parlato ieri della possibilità di rinominare l’ex Basilica di Santa Sofia a Istanbul, attualmente museo, “Moschea di Santa Sofia”, dopo le elezioni locali del 31 marzo.

“I turisti vanno e vengono alla Moschea Blu, pagano qualcosa? (…) Bene faremo lo stesso con Santa Sofia”, ha affermato.

Alla domanda su una possibile ammissione gratuita al museo di Santa Sofia durante un’intervista televisiva, il Capo dello Stato ha risposto: “Non è impossibile … (…) Ma non lo faremo sotto il nome di “Museo” ma di “Moschea Santa Sofia”. La risposta ha provocato un’esclamazione di stupore da parte del giornalista della TGRT Haber che gli aveva posto la domanda.

Importante opera architettonica costruita nel VI secolo all’ingresso dello stretto del Bosforo e del Corno d’oro, la Basilica di Santa Sofia è puntualmente oggetto di controversie tra cristiani e musulmani che se ne contendono l’utilizzo. Vi furono incoronati gli imperatori bizantini e fu trasformata in moschea nel XV secolo dopo la conquista di Costantinopoli da parte degli Ottomani nel 1453.

Fu poi dismessa e trasformata in un museo sotto il regime laico di Mustafa Kemal Atatürk, per, stando a quanto dice la legge, “offrirlo all’umanità”. La dichiarazione di Erdogan è avvenuta in piena campagna per le elezioni locali del 31 marzo che si preannunciano molto affollate in diverse grandi città, come Ankara e Istanbul.

Lo status di questo monumento, oggi classificato come patrimonio mondiale dell’UNESCO e visitato da milioni di turisti ogni anno, continua ad irritare i musulmani più militanti della Turchia. Dall’arrivo di Erdogan al potere nel 2003, le attività legate all’Islam si sono moltiplicate all’interno di Santa Sofia, in particolare sessioni di lettura di versetti del Corano o preghiere collettive sulla piazza del monumento.

La vicina Grecia, che monitora da vicino il futuro del patrimonio bizantino in Turchia, ha più volte espresso preoccupazione per le iniziative volte a rimettere in discussione lo status di Santa Sofia. L’argomento è stato nuovamente toccato dopo l’attentato del 15 marzo messo in atto da un estremista di destra contro due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda, in cui sono morte 50 persone.

In particolare, l’autore dell’attentato, aveva pubblicato un suo “manifesto, più volte menzionato da Erdogan, nel quale ha dichiarato che la Basilica di Santa Sofia sarebbe stata “liberata” dai suoi minareti. Erdogan ha così risposto:“Non arriverete a fare di Istanbul una Costantinopoli”.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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