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Tunisia: uguaglianza uomo-donna rimessa in discussione nel progetto di costituzione, le tunisine dicono no!

El Watan (15/08/2012). Per il 56esimo anniversario del Codice di stato personale, promulgato il 13 agosto 1956 dal primo governo della Tunisia indipendente diretto dal leader Habib Bouguiba, erano in migliaia a manifestare per reclamare il mantenimento dei loro diritti previsti da questo codice. Si parla di più di 10.000 manifestanti a Tunisi, 2.500 a Sfax e centinaia nella altre città.

Il progetto dell’articolo 28 della Costituzione sostituisce il principio di uguaglianza tra l’uomo e la donna con quello di “complementarietà”. “La donna non esisterebbe fuori dall’uomo e non potrebbe aspirare a niente di più che alla complementarietà, restringendo così il suo stato a quello di moglie e di madre. I suoi diritti si trovano,quindi, connessi a quelli dell’uomo”, si è indignata l’universitaria Sana Ban Achour.

Il testo contestato, anche se non ancora votato in seduta plenaria, ha scatenato una forte protesta da parte di numerose associazioni tunisine. La semplice adozione di questo testo da una commissione costituirebbe, secondo Ahlem Belhaj, presidente dell’associazione tunisina delle donne democratiche, “una regressione pericolosa della società tunisina e delle conquiste della donna verso un sistema esclusivamente patriarcale”.

Dal canto loro, i membri di Ennahda si difendono dalle accuse di violazione delle conquiste delle donne, classificando l’ambiguità del testo di legge come una battaglia linguistica. A loro parere, la questione è stata esagerata.

 


Viviana Schiavo

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