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Tunisia: le Giornate Teatrali di Cartagine omaggiano la rivoluzione

di Houda Trabelsi (Magharebia – 17/01/2012) – Traduzione di Claudia Avolio

La quindicesima edizione delle Giornate Teatrali di Cartagine (GTC) si è conclusa la scorsa settimana dopo una serie di spettacoli che hanno reso omaggio alla rivoluzione alla luce di un nuovo programma culturale decentralizzato. Più di sessanta performances hanno preso vita dal 6 al 13 gennaio in tutta la Tunisia, comprese le zone di Sousse, Sfax, Gafsa, El Kef e Medenine. Lo spettacolo di chiusura è andato in scena al Teatro municipale di Tunisi, con la piéce “Tu Vedi Cosa Ho Visto Io”, diretta dal tunisino Anouar AlShaafa. “Questa edizione si basa su eventi legati a nomi dalla rinomata profondità artistica. Come Fadhel Jaziri con la sua piéce d’apertura “L’Uomo con l’Asino”, e poi Fathi El-Hadaoui, esecutore e direttore dell’inaugurazione insieme a Fatma Ben Saeedan”, ha spiegato Wahid Saafi, direttore del festival. “E a cogliere il lato africano di questo evento teatrale dal respiro internazionale ci ha pensato Ezzedine Gannoun nello “Spazio Rosso”, affermando che la nostra scelta di coinvolgere certe regioni tunisine parte dalla convinzione che ogni tunisino ha diritto alla buona cultura”. La piéce d’apertura “L’Uomo con l’Asino” di Fadel Jaziri è stata ispirata dal libro di Ezzedine Al-Madani intitolato “La Rivoluzione dell’Uomo con l’Asino”. Jaziri ha messo insieme coreografie, narrazione, effetti luce e tecnologia del suono, evocando attraverso il suo racconto la sollevazione popolare di Sidi Bouzid e la morte del giovane Mohamed Bouazizi. Lo spettacolo si è tenuto a Menzah nel Palazzo dello Sport.

“In questa edizione abbiamo dato spazio anche alla poesia, accogliendo la partecipazione di un gruppo di poeti tunisini e provienienti da molti altri Paesi arabi”, ha fatto notare il direttore del festival, Saafi. Per la prima volta nella storia del festival, le strade della capitale hanno fatto da scena a molte rappresentazioni. Un grandissimo show d’apertura ha visto sfilare gruppi tra cui la cavalleria, la sicurezza, la polizia, l’esercito e la guardia nazionale. A loro si sono poi affiancati anche troupes teatrali, che hanno percorso le strade principali della capitale. “Siamo davvero contenti che gli eventi organizzati da questo festival proseguano. Personalmente lo considero uno dei migliori festival arabi”, ha detto Monsef Falhi, amante del teatro. Che ha proseguito: “E penso che la vera rivoluzione scoppiata in Tunisia sarà portata molto in alto dalla creatività del festival di quest’anno”. Marouia Ben Jaber, ventisette anni, ha detto a Magharebia che l’evento di quest’anno dovrebbe distinguersi dagli altri, sostenendo che “gli spettacoli ed i loro autori devono dire a voce alta rivolti a chiunque voglia proibire o marginalizzare l’arte: Noi siamo qui e saremo la voce creativa dei cittadini tunisini!”.

Un’altra voce, quella di Majdi Bel Ghith, ha espresso il suo commento sull’edizione di quest’anno: “Quello che mi ha colpito è stato il far partecipare altri distretti tunisini che al tempo di Ben Ali venivano invece emarginati. Gli abitanti di certe zone come Sidi Bouzid, Kasserine ed altre aree dell’interland tunisino non sanno dell’esistenza di questo antico festival, e questo è vergognoso”. I performers sono giunti da ogni angolo del globo per partecipare all’evento: Palestina, Egitto, Marocco, Giordania, Algeria, Libia, Emirati, Iraq, Libano, Kuwait. Così come attori approdati da Francia, Italia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Belgio. Mentre molti hanno plaudito al tentativo di coinvolgere le aree rurali, Mohamed Ghanem del Centro d’Arte Drammatica di Redeyef (regione del Gafsa, Tunisia sudoccidentale), ha detto che gli eventi del festival sono stati poco frequentati poiché non si è fatta abbastanza pubblicità. Si è anche lamentato per la magra paga degli attori e per i loro spostamenti di fortuna coi mezzi a disposizione. “Il peso del budget offerto al festival grava sulla Compagnia Teatrale Al-Amal di Redeyef? Le compagnie amatoriali continuano a vivere l’esclusione e l’emarginazione, anche dopo la rivoluzione della dignità lanciata nel 2008 proprio da Redeyef? Ed il sogno della nostra compagnia teatrale di tenere spettacoli in festival internazionali è un sogno così impossibile da realizzare?”: sono state alcune delle domande sorte in Mohamed Ghanem in seguito a un evento così grande come quello delle Giornate Teatrali di Cartagine.


Claudia Avolio

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