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Tunisia: il nuovo governo Essid in numeri

Al Huffington Post Maghreb (02/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Dopo più di una settimana di trattative, Habib Essid ha rivelato la nuova composizione del suo governo. Mentre molte figure mantengono la loro carica ministeriale, è interessante notare alcuni significativi cambiamenti.

Il cambiamento principale risiede nella partecipazione di Ennahda in seno a questo governo, partecipazione che ha fatto scorrere parecchio inchiostro e che ha creato discrepanze all’interno di Nidaa Tounes. Zied Ladhari, portavoce di Ennhda, è stato scelto al capo del delicato ministero del Lavoro e della Formazione Professionale. Inoltre, il partito islamista ha guadagnato anche diversi segretariati di Stato.

Il primo ministro Habib Essid assieme al presidente Beji Caid Essebsi
Il primo ministro Habib Essid assieme al presidente tunisino Beji Caid Essebsi

Simpatizzanti del partito di Beji Caid Essendi avevano messo in guardia, la scorsa domenica, dall’entrata degli islamisti nel governo, organizzando addirittura una manifestazione di fronte alla sede del partito. Presente sul luogo, Taïeb Baccouche, segretario generale di Nidaa Tounes, ha dato ragione ai manifestanti. “È normale che il partito maggioritario sia al potere e il secondo all’opposizione, in modo da consacrare un’alternanza pacifica del potere”, aveva allora dichiarato alla stampa Baccouche, che è rimasto a capo del ministero degli Esteri.

Tuttavia, il vero vincitore di questi negoziati sarà il partito Afaq Tounes che, con solo 8 deputati in parlamento, è arrivato ad ottenere lo stesso numero di dicasteri dell’Unione Patriottica Libera (UPL) di Salim Riahi, rappresentato da 16 deputati. Prima dell’annuncio della prima composizione, Afaq Tounes aveva deciso di lasciare il tavolo dei negoziati, criticando i metodi opachi adottati da Habib Essid e Nidaa Tounes nella formazione del governo.

Qualche numero

Il nuovo governo, guidato dal primo ministro Essid, prevede 25 ministeri (di cui due sono stati aggiunti alla proposta iniziale, cioè quello dell’Ambiente e quello delle Aree di Stato), due ministri vicini al capo del governo, 1 segretario generale e 14 segretari di Stato.

In termini di forze politiche, il governo è composto da cinque formazioni, a cui spetta la seguente distribuzione delle cariche: 9 membri di Nidaa Tounes, di cui 6 ministri e 3 segretari di Stato: 4 membri di Ennahda, di cui 1 ministro e 3 segretari di Stato; 3 ministri per Afaq Tounes; 3 ministri per l’UPL; infine, un segretario di Stato per il Fronte di Saluto Nazionale (FSN).

Tra i ministri designati nella nuova formazione di governo, otto di loro sono stati scelti fra i deputati, i quali ovviamente al momento della votazione per la fiducia in parlamento non potranno esprimere il loro voto. Di questi otto deputati, 3 appartengono a Nidaa Tounes, 2 ad Afaq Tounes, 2 a Ennahda e 1 al FSN.

Infine, le grandi perdenti restano le donne: sui 42 membri del nuovo governo, sono solo 8 le donne ad averi ricevuto un incarico, di cui tre di tipo ministeriale (rappresentando l’11%) e cinque come segretarie di Stato (il 36%).

Il prossimo mercoledì 4 febbraio, il governo proposto da Habib Essid passerà al vaglio dei deputati. Per ottenere la fiducia, dovrà ricevere almeno 109 voti favorevoli, cioè la maggioranza assoluta.

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Roberta Papaleo

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