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Tunisia ed Egitto: il collettivo del LAB619 premiato al Cairocomix Festival

Di Maha Smati. Al Huffington Post Maghreb (05/10/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

tunisia lab619 cairoIl LAB619, rivista trimestrale in strisce a fumetti realizzato da un collettivo variabile di disegnatori in Tunisia, è stato premiato alla prima edizione del Cairocomix Festical, che si è tenuto nella capitale egiziana dal 30 settembre al 3 ottobre. Rappresentato dalla disegnatrice Noha Habaieb, il LAB619 si è aggiudicato il premio di migliore rivista stampata. Un grande riconoscimento per il collettivo, che in Tunisia vende ogni copia per 3 dinar, “meno di panino makloub“, scherza la Habaieb.

“In Tunisia, non abbiamo la cultura delle strisce a fumetti. Il solo festival dedicato a questa arte è quello di Tazarka”, ha spiegato la Habaieb.

Al contrario di quanto accade in Egitto o in Libano, che vantano una lunga storia in materia di giovani fumettisti, la Tunisia fa una misera figura. “Rilanciare le strisce a fumetti in Tunisia” è quindi l’obiettivo che il LAB619 di è prefissato.

Il collettivo, la cui formazione cambia a seconda dell’edizione del numero, vuole volgarizzare la 9aª arte. “Volevamo che le strisce a fumetti fossero accessibili a tutti, perché in molti non possono permettersi di acquistare un numero di Tintin“, spiega la disegnatrice.

Il LAB619 parteciperà anche al Festival del Fumetto di Algeri (FBDA). Una nuova sfida per il collettivo, dato che “il festival algerino è attivo da qualche anno, è ormai un punto di riferimento”, spiega Mourad Ben Cheikh Ahmed, uno dei collaboratori.

Quanto al Cairocomix Festival, solo alla sua prima edizione, gli organizzatori spiegano che questo evento è nato “dall’iniziativa di alcuni disegnatori egiziani indipendenti che volevano far luce sull’industria dei fumetti a strisce nel mondo arabo”.

Anche se mira a essere un festival di respiro internazionale, sono i Paesi del mondo arabo a essere gli ospiti d’onore. Esso infatti riunisce disegnatori provenienti da Libano, Tunisia, Egitto e Giordania. Questo primo incontro ha permesso di parlare dell’evoluzione di quest’arte nel mondo arabo.

Maha Smati è una giovane giornalista tunisina.

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Roberta Papaleo

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