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TUNISIA: ARRESTATO A ROMA IL NIPOTE DI BEN ALI

(AGI) – Roma, 6 ott. – E’ stato arrestato a Roma il nipote dell’ex presidente della Repubblica tunisina Zine el Abidine Ben Ali. La polizia lo ha rintracciato nell’albergo in cui risiedeva. L’uomo, 38enne, era ricercato dalle autorita’ tunisine dal gennaio scorso per il reato di illecita acquisizione di mobili e immobili all’estero, illegali transazioni economiche, illegale detenzione ed esportazione di valuta straniera e riciclaggio. Da quel momento era diventato irreperibile.
Gli investigatori sono risaliti a lui dopo alcuni accertamenti, seguiti a una prima notizia secondo la quale il ricercato poteva trovarsi nella zona del centro storico capitolino. I controlli nelle strutture ricettive hanno dato la conferma. Una volta appurata l’identita’ dell’uomo, e avuto riscontro dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia dell’ordine di cattura emesso il 22 gennaio dal Tribunale di Tunisi e ancora pendente, sono scattate le manette. Il ricercato adesso si trova a disposizione delle autorita’ competenti. Moez Trabelsi, questo il nome dell’arrestato, fa parte di quello che in Tunisia, prima della rivolta, era chiamato il Clan Trabelsi. Un sistema di potere economico che aveva al centro non il presidente Ben Ali, ma la first lady Leila Trabelsi. “Dalla mattina alla sera consumiamo Trabelsi: mangiamo burro Trabelsi, prendiamo autobus Trabelsi e, alla sera, dormiamo in letti Trabelsi”. La storiella che ancora oggi si racconta nelle strade di Tunisi la dice lunga sul potere di fratelli e nipoti della moglie di Ben Ali.
Protagonisti di questo sistema erano Imed – ucciso a Tunisi in un agguato meno di un anno fa – e, appunto, Moez Trabelsi .


Zouhir Louassini

Zouhir Louassini. Giornalista Rai e editorialista L'Osservatore Romano. Dottore di ricerca in Studi Semitici (Università di Granada, Spagna). Visiting professor in varie università italiane e straniere. Ha collaborato con diversi quotidiani arabi tra cui al-Hayat, Lakome e al-Alam. Ha pubblicato vari articoli sul mondo arabo in giornali e riviste spagnole (El Pais, Ideas-Afkar). Ha pubblicato Qatl al-Arabi (Uccidere l’arabo) e Fi Ahdhan Condoleezza wa bidun khassaer fi al Arwah ("En brazos de Condoleezza pero sin bajas"), entrambi scritti in arabo e tradotti in spagnolo.

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