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“I tuffatori di Casablanca” di Rosita Ferrato

Rosita Ferrato
Dal blog Con altre parole di Beatrice Tauro

Il profumo pungente delle spezie avvolge mentre si passeggia nei vicoli della tranquilla medina di Rabat” è l’incipit dell’ultimo libro di Rosita Ferrato, giornalista, scrittrice e fotografa, autopubblicato a febbraio 2017.

E’ un lungo reportage sul Marocco, terra affascinante e misteriosa insieme, che seppur abbondantemente descritta da numerosi scrittori di calibro internazionale, riesce a rivelare sempre aspetti e angolature nuove e diverse.

Il libro si snoda, come in un tour letterario, attraverso la descrizione delle maggiori città del Marocco, a cominciare dalla capitale Rabat, per proseguire con Casablanca, El Jadida, Essaouira, Marrakech, Meknes, Fez e infine Tangeri.

L’autrice racconta i luoghi e le atmosfere portando il lettore a immergersi nei colorati e chiassosi suq, o a perdersi nei bianchi vicoli delle medine, a trovarsi al cospetto del mare blu cobalto o delle dune color ocra del deserto. La narrazione si dipana attraverso gli aspetti più tradizionali della società marocchina, e così ci ritroviamo come per incanto fra i vapori di un hammam, o nell’asfissiante quartiere dei tintori di Fez, ammiriamo le nostre mani dipinte con l’hennè o ascoltiamo incantati il richiamo alla preghiera del muezzin, alziamo lo sguardo ad inseguire i minareti o ci perdiamo nella frescura dei giardini delle case tradizionali marocchine.

Il racconto della Ferrato è sempre molto suggestivo ed evocativo, il suo sguardo si posa con attenzione ma anche con molto trasporto emotivo sulla realtà che la circonda. Ma l’emotività non le impedisce di tracciare con lucidità anche un affresco delle similitudini che legano il Marocco alla nostra Italia, ed alla Sicilia in particolare: “La Sicilia è il Marocco. Il Marocco è la Sicilia” leggiamo impressionati dalle molteplici assonanze, anche di natura linguistica che ci vengono mostrate.

E poi la potenza evocativa dei luoghi che nel corso del tempo hanno attirato in questa terra dai mille colori artisti e intellettuali occidentali alla ricerca di un sé interiore smarrito fra le strette pieghe della cultura di provenienza. Un esempio su tutti è Essaouria che negli anni ’60 diventò luogo di richiamo della contro-cultura occidentale, come accadde per il famoso musicista Jimi Hendrix, del cui castello ancora si narra come di un luogo leggendario.

“Ho scoperto il Marocco giorno per giorno, vivendolo tra la gente: mi sono avvicinata alla sua cultura, sono stata trascinata nei posti più curiosi, ho vissuto la bellezza e la difficoltà. Ho cercato di ascoltarne la vera voce, in ricchezza e povertà, in tutte le sue forme, anche quelle più difficili. In diversi viaggi e diversi anni ho visitato le bellezze delle zone costiere più chic, mi sono persa nella medina di Marrakech, ho sperimentato scrub e massaggio berbero nell’hammam di Meknes, ho contrattato l’acquisto di merce nelle botteghe degli artigiani, ho visitato palazzi antichi di rara bellezza, mi sono immersa nelle atmosfere eleganti di Tangeri. Sono stata stregata dal fascino di Rabat, la capitale, tappa iniziale del mio personalissimo itinerario: l’architettura, l’eleganza, i colori del suo cielo, la medina, l’aspetto serio ed elegante”.

Il personalissimo racconto che l’autrice fa del Marocco ne svela tutto il suo amore, che parola dopo parola, immagine dopo immagine viene generosamente restituito al lettore il quale, inevitabilmente, finirà per innamorarsi di questa magica terra africana.


Beatrice Tauro

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