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Tra pensiero e politica

Lakome (10/05/2013). Traduzione e sintesi di Carlotta Caldonazzo
Il rapporto tra pensiero e politica è di natura dialettica: il primo fornisce alla seconda basi teoriche e linee guida, mentre la seconda traduce in azione soluzioni cui si approda con l’analisi e la riflessione. La prima generazione di politici marocchini impegnati nella continua elaborazione di un pensiero politico è quella di personalità come Allal El Fassi, Mohamed Ben El Hassan El Wezani, El Mahdi Ben Baraka e Abdallah Ibrahim, che grazie alla loro capacità di analisi hanno portato la politica a livelli raffinati riuscendo al contempo a conquistare una fetta consistente dell’opinione pubblica. Non si sono limitati a impegnarsi nelle battaglie politiche quotidiane lungo il cammino del Marocco verso la democrazia, ma hanno accettato la sfida del tentativo di costruire uno stato moderno. Per questo, differenze politiche a parte, la loro dialettica si è sempre mantenuta sul piano del rispetto reciproco.
Mentre l’intera regione attraversa una fase trasformazioni che pongono interrogativi cogenti sul futuro e la natura dei sistemi politici attuali e sulle possibili mappe regionali che si andranno delineando (compresi i rischi di tensioni etniche e confessionali), il Marocco avrebbe bisogno di una classe politica di livello elevato, a livello di pensiero e azione. Nondimeno la dialettica politica scade spesso verso la diffamazione personale, la calunnia e l’insulto pubblico. Niente a che vedere con il sacrosanto diritto di critica, anzi, è un fenomeno che non fa che approfondire il divario tra cittadini e istituzioni, indebolendo il peso della partecipazione e di conseguenza la responsabilizzazione sia politica che civile. Nulla in contrario naturalmente con l’adozione di un linguaggio politico semplice, più accessibile, che al contrario dovrebbe avvicinare le persone alla politica (e in generale gli individui fra loro). Semplicità, onestà, realismo sono qualità nettamente diverse dal vizio del populismo, basato al contrario sull’inganno e la mistificazione.
Semplificare concetti politici complessi, rendere le questioni primarie della gestione della società significa in primo luogo sgomberare il campo dagli enigmi mistificanti sensibilizzando la cittadinanza. Un atteggiamento etico ben diverso da quello di chi applica alla politica logiche di mercato di basso livello, più simili alla concorrenza sleale, mirate ad conquistare consensi a costo di stravolgere completamente la realtà. È in questo modo di intendere la politica che la dialettica diventa aggressività verbale e il linguaggio si fa oscuro per suggestionare le masse (per chi si dedica alla politica con questo spirito non esistono cittadini). Sfruttare a proprio vantaggio la credulità non significa acquisire credibilità politica e morale.


Giusy Regina

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