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Da Tangeri a Venezia: “Traitors” la band punk rock al femminile

traitors

traitorsArticolo di Valentina Marino.

Traitors, opera prima di Sean Gullette ci racconta le avventure di Malika, una tanjaouia (ragazza di Tangeri) venticinquenne con un sogno: girare il primo video della sua band punk rock tutta al femminile. Traitors, appunto, forse in nome della forte critica sociale urlata nei testi delle loro canzoni.

In una Tangeri concitata e rapidissima si snoda questo poliziesco maghrebino che ci svela un Marocco diverso, fatto di trasgressioni femminili, donne emancipate, delinquenza ma anche di grande umanità.

Malika non sa come pagare la sala di registrazione. È stata licenziata dal call center perché risponde male ai clienti francesi ogni volta che le dicono: “sembra che lei abbia un accento…” e, in fondo, mesi di stipendio non sarebbero comunque bastati e l’occasione è lì alle porte: prendere o lasciare. Si imbatte in un trafficante di droga che,  per una “spedizione” in macchina Tangeri- montagne del Rif andata e ritorno le offre 8000 dirham, quasi 800 euro. Malika rifiuta, ci pensa, accetta. Il percorso diventa una scuola di illecito, ma anche di vita. La sua ignota compagna di viaggio è schiava di questi trafficanti,  Malika inscena una finzione per “liberare” la collega e liberare anche se stessa. Ottiene i soldi, allontana i delinquenti, gira il suo video, lascia Tangeri per Casablanca dove l’aspetta, chissà, una carriera da musicista. “Cosa serve per fare la musicista?” le chiede la sorellina, e lei “passione e talento, ma anche tra i cento che li possiedono, novantanove non ce la fanno…”.

Un film girato bene che riesce a mantenere la tensione sempre alta, e sembra voler ribadire la massima che il fine giustifica i mezzi. Non sempre certo, qualche volta, per Malika si, la venticinquenne punk rock di Tangeri.

 

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