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Tangeri e il ramadan in 18 foto

Tutto inizia con l’iftar.

È ramadan. La sensazione di chi come me è digiuno non di cibo ma di mondo arabo in generale, è quella di essermi appena svegliata da uno strano sogno. Dopo una giornata lenta e dormiente in cui l’attesa è scandita solo dalla preghiera e dalla pazienza, la città riprende vita, si anima nuovamente di immagini e colori.

Durante questo periodo sacro ai fedeli dell’islam, i ritmi quotidiani slittano verso le ore notturne e Tangeri, illuminata dai lampioni gialli della sera, rivela un nuovo volto.

È uno il momento che segna la trasformazione della città.

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L’iftar, o ftor, cadenzato dai canti dei muezzin che si incrociano tra i vicoli e le grandi strade e raggiungono tutta la città, segna l’interruzione del digiuno: il momento centrale di questa anomala quotidianità in cui la notte di festa si sostituisce al giorno assopito.

Nelle ore diurne è il silenzio a fare da sovrano, almeno fino a che l’iftar non si avvicina e nel tardo pomeriggio alcune persone corrono a destra e sinistra per fare la spesa, altri passeggiano, i ragazzi giocano in spiaggia a pallone o con i cavalli. Tangeri è ancora digiuna ma sveglia. Poi il sole tramonta, il muezzin canta e il caos si interrompe improvvisamente creando una calma quasi surreale nelle strade che di punto in bianco si svuotano.

A casa o nei caffè, in piazza o nei ristoranti, il tempo del primo pasto della giornata, l’iftar appunto, è finalmente arrivato. Ed è solo dopo questo pasto, intorno alle 10 di sera, che le attività commerciali aprono nuovamente e le persone si riversano definitivamente per strada a fare compere, a sedersi ad un caffè, o semplicemente a svolgere le attività che siamo abituati a fare durante il giorno. Anche i giardini si riempiono quando è ormai buio. Lascia quasi senza parole vedere i bambini giocare sotto la luce dei lampioni, seguiti dagli sguardi attenti delle mamme sedute sulle panchine intorno. Un’immagine, se vogliamo, banale e quotidiana, che diventa unica nel momento in cui la luna si sostituisce al sole.

Anche i cafe, nel nostro immaginario sempre popolosi ed animati con bicchieri di tè alla menta sui tavolini, aiutano a raccontare ancora meglio quest’atmosfera particolare. Di giorno qualche cliente abituale si siede, passando le ore tempo a guardare la strada, ma i tavolini non c’è traccia di bevande e cibi né di portacenere! All’iftar però tornano ad essere i luoghi di condivisione che ci aspettiamo: i tavolini diventano tavolate che festeggiano fino a tarda notte.

Gli scatti che vi propongo sono l’incontro tra questa realtà e lo sguardo di 6 fotografi che per la prima volta hanno toccato con mano, o piuttosto con gli occhi, dettagli e sfumature di questa densa realtà, caratterizzandola così in modo unico.

 

Laura Fazzi


Emanuela Barbieri

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