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Syri-Arts, l’arte al servizio dei bambini siriani rifugiati

Campo per rifugiati di Zaatari - foto di Jeff J. Mitchell
Campo per rifugiati di Zaatari – foto di Jeff J. Mitchell

di India Stoughton. The Daily Star Lebanon (30/10/2013). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

Si tiene oggi, 8 novembre, l’asta conclusiva di Syri-Arts, con ben 101 opere d’arte selezionate (il valore stimato supera il milione di dollari) per aiutare i bambini siriani rifugiati. Ad ospitare l’iniziativa Syri-Arts è il Beirut Exhibition Center (BEC), dove le opere sono state esposte al pubblico sin dal 30 ottobre. Curatore della mostra è Kathy Battista, direttrice del programma per l’Arte contemporanea all’Istituto d’Arte di Sotheby, con sede a New York.

“La tragedia siriana è epica,” dice la storica dell’arte Nora Jumblatt, membro del comitato che ha organizzato l’asta. “Abbiamo oltre 2 milioni di rifugiati e più della metà si trova in Libano”, dichiara la Jumblatt, aggiungendo: “Quasi il 77% di loro sono donne e bambini”. L’idea di tenere un’asta di opere d’arte donate dagli artisti della regione e dalle gallerie è venuta a due amici della Jumblatt, che hanno già organizzato un’iniziativa simile a Parigi lo scorso gennaio.

I proventi dell’asta andranno a enti benefici come l’UNICEF, Save the Children, Action Against Hunger e molte altre ONG locali che si occupano dei bambini siriani rifugiati. Opere d’arte sono state donate da artisti libanesi, siriani, iracheni, palestinesi, nordafricani e della diaspora araba. Il costo di dipinti, disegni, stampe, fotografie varia da un prezzo di 350 fino a 110 mila dollari, al fine di coinvolgere uno spettro di compratori più ampio possibile.

Tra gli artisti coinvolti che hanno ricevuto finora più consensi c’è il pittore libanese Nabil Nahas che ha contribuito con due opere. Ayman Baalbaki ha donato un acrilico su carta che ritrae uno dei suoi combattenti in kefiah. Anche l’opera “Over My Dead Body” dell’artista palestinese Mona Hatoum ha ricevuto numerose offerte. Hanno contribuito poi molti artisti siriani del calibro di Youssef Abdelke, Fadi Yazigi, il fotografo Ammar Abd Rabbo ed il vignettista Ali Ferzat.

L’idea di un’asta online è soprattutto un modo per attirare l’attenzione internazionale. Come spiega la stessa Jumblatt: “I libanesi hanno dato tanto, ma è il resto del mondo che dobbiamo attrarre. La comunità internazionale ha fallito nel mostrarsi responsabile verso i bambini siriani. L’asta online vuole anche dire al mondo arabo e al resto del globo: ‘C’è questo problema’. Anche se è solo una goccia nel mare, comunque noi ci siamo”.

Per scoprirne di più su Syri-Arts e sulle opere messe all’asta si può visitare il sito: syri-arts.com

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Roberta Papaleo

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