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Susan Rice, unico difensore dei Fratelli Musulmani alla Casa Bianca

Zoom 16 dic Susan RiceDi Mohammad Naeem. Elaph (14/12/13). Traduzione e sintesi di Maryem Zayr.

Appena ricevuto l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale da parte del presidente Obama, Susan Elizabeth Rice si è impegnata nell’individuare nuove priorità utili alla politica estera del suo Paese. Nello specifico, la Rice ha stabilito tre punti fondamentali riguardanti il Medio Oriente: la questione  nucleare iraniana, il processo di pace israelo-palestinese e la crisi in Siria.

Incentrando il lavoro su queste tre problematiche fondamentali, lo scopo primario è quello di rafforzare la cooperazione economica con i Paesi del Vicino Oriente, attraverso il raggiungimento di tre rispettivi obiettivi: in primo luogo, raggiungere un accordo concreto sul nucleare con il governo di Teheran; in secondo luogo, risolvere il conflitto israelo-palestinese; infine, trovare una soluzione diplomatica che ponga fine al sanguinoso conflitto siriano.

Inoltre, è stata proprio la Rice a convincere Obama a ridurre gli aiuti diretti in Egitto, venendo così considerata anche come il difensore dei Fratelli Musulmani. Infatti, secondo quanto affermato dalla Rice, il presidente Morsi e il suo governo sono stati i primi in Egitto ad essere eletti direttamente e democraticamente dal popolo egiziano e bisogna, quindi, proteggerne la legittimità.

L’ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Daniel Kurtzer, ha commentato: “La decisione di Obama di ridurre gli aiuti all’Egitto è una decisione sbagliata, specialmente in quanto Israele collabora con l’esercito egiziano e questa collaborazione ha effetti positivi sugli interessi statunitensi e israeliani non solo in Egitto, ma in tutta la regione”. Tuttavia, la Rice, considerando quanto accaduto in Egitto un colpo di Stato, risponde che lo Stato americano non intende concedere alcun aiuto a chi mira ad organizzare golpe militari, non solo in Egitto, ma anche in tutti gli altri Paesi del Medio Oriente.

La decisione del presidente Obama di ridurre gli aiuti all’Egitto, del resto, non era stata obbiettata solo da parte di Israele, ma anche all’interno della stessa Casa Bianca, costringendo il presidente americano a ridurre gli aiuti all’Egitto del 30% invece di eliminarli definitivamente, come richiesto dalla Rice.

Va ricordato che il consigliere Rice aveva avuto un ruolo fondamentale durante la rivoluzione in Libia, quando riuscì a convincere il presidente Obama a inviare le forze speciali nel Paese per sostenere i ribelli contro il regime Gheddafi.

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Roberta Papaleo

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