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Il suq di Homs riemerge dalle rovine della guerra

(Agenzie). Nel cuore della città siriana di Homs, si lavoro per ripulire il vecchio mercato sventrato dalla guerra per ripristinare il suo antico splendore. La maggior parte della città vecchia era in macerie quando, nel 2014, è tornata sotto il controllo del regime dopo due anni di assedio e bombardamenti e un accordo con le forze ribelli, che lo avevo preso nel 2012. Oggi, un progetto sostenuto dalle Nazioni Unite sta cercando di ricostruire il suq della città, soprannominata “capitale della rivoluzione” per via delle enormi proteste contro il regime di cinque anni fa.

Costruito nel 13° secolo sotto la dinastia Ayyubide fondata dal leggendario Saladino,il mercato si era poi andando sviluppando durante l’era Mamelucca e Ottomana. Il suq di Homs è molto simile a quelli di Damasco e Aleppo, benché molto più piccolo, con le sue circa 1.000 botteghe, per lo più oggi abbandonate. È uno dei tanti siti storici della Siria che sono stati danneggiati o distrutti dal conflitto. “Quarant’anni fa, era l’equivalente degli Champs-Elysees per la piccola città. C’era di tutto: legno, rame, argento, tessili, profumi”, ricorda Anis Nacrour, ex rappresentate dell’UE a Damasco, che è originario proprio di Homs.

Ghassan Jansiz, architetto 44enne, sta supervisionando il lavoro intrapreso dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), che dovrebbe durare due anni. Secondo Jansiz, sono previte quattro fasi: “Ripulire, documentare, rinnovare e ricostruire”. Aggiunge: “Stiamo cercando di riportare il suq a com’era 100 anni fa”.

Al momento, sono circa 200 le persone che lavorano al progetto, che contempla la ricostruzione delle quattro porte principali e di almeno 200 botteghe. Alcune hanno già ricominciato a funzionare: “Ho riaperto in aprile e non potete immaginare la gioia quando ho visto i miei vecchi clienti di ritorno da Beirut, da Damasco e da Tartous”, dice il signor Salqini, che ha ereditato una cioccolateria da suo padre.

 

Redazione

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