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Sudan: visita a ospedale militare Sud mette in luce terribile costo umano

The National.ae (04/05/2012). La dicitura “confine di guerra” non significa nulla per Ring Gou, 23 anni, soldato sudsudanese: una bomba caduta vicino al confine coi suoi nemici del nord gli ha bruciato tutta la pelle della schiena. Un giro nell’infuocato ospedale infestato dalle mosche rivela quegli effetti poco quantificabili del conflitto in corso: braccia amputate, muscoli squarciati dalle mitragliatrici, ossa frantumate da armi automatiche. Ring Gou è solo uno delle centinaia di soldati feriti nei recenti scontri al confine col Sudan. Nell’ospedale visitato, ci sono 423 uomini ricoverati, stima destinata a salire. I corridoi sono già stracolmi. Finora nessuna stima ufficiale delle morti causate dal conflitto è stata rivelata, ma il ministro dell’Informazione sudsudanese ha detto mercoledì che sarebbero almeno 112, dall’inizio dell’anno, i soldati della sua parte ad aver perso la vita. Alcune battaglie hanno coinvolto direttamente i due eserciti rivali, mentre in altre sono state incluse anche delle milizie di supporto. L’intero confine è divenuto una frastagliata zona di pericolo, lunga ben 1800 chilometri. Migliaia di abitanti hanno lasciato i villaggi, creando l’inizio di ciò che alcuni gruppi di sostegno dicono potrebbe essere una nuova crisi umanitaria.


Claudia Avolio

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