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E se insegnassimo le materie scientifiche in darija?

Zoom telquel darija
Rachid Guerraoui e Mahdi al-Mhamdi,
gli ingegneri ideatori del progetto

Di Nina Kozlowski. Tel Quel (18/12/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Insegnare in arabo classico o in darija? Con la riforma dell’istruzione, in Marocco non si fa che discutere sulla questione senza mai decidere nulla.

Nel frattempo, in Svizzera, Rachid Guerraoui e Mahdi al-Mhamdi, ingegneri marocchini e rispettivamente ricercatore e assistente al Politecnico Federale di Losanna, hanno fatto la scommessa di insegnare le scienze in arabo dialettale. Attraverso dei video tutorial, i due hanno affrontato a uno a uno tutti i grandi concetti di informatica, di matematica e di fisica “mischiando le spiegazioni in darija ai nomi tecnici in inglese, francese o arabo classico”, spiega Guerraoui.

“A lezione, i professori insegnano in darija, ma al momento del ripasso i ragazzi si ritrovano di fronte a un libro in arabo classico. C’è un abisso tra la comprensione orale e quella scritta, in quanto la forma delle frasi e delle parole è diversa”, spiega Guerraoui. “Con questo progetto, vogliamo raggiungere più marocchini possibili, ed è quindi necessario esprimersi nella loro lingua”, aggiunge al-Mhamdi.

Il progetto, finanziato dal Politecnico e da Google, ha preso la forma di un sito internet (wandida.com) e di un omonimo canale YouTube. Lanciate circa un anno fa, le due piattaforme contengono un centinaio di video, ognuno prodotto in francese, inglese, arabo classico e arabo dialettale.

Si tratta di un’idea nata sulla base di due fattori: il crescente bisogno di sostegno scolastico e il ricorso a internet per il ripasso. “Abbiamo quindi deciso di proporre agli studenti un insegnamento gratuito e di qualità”, racconta al-Mhamdi, “approcciando le scienze con il medium che conoscono meglio. Un buon modo per fargli indorare la pillola”, aggiunge Guerraoui.

“In generale, vorremmo arrivare a 3000 video e offrire una biblioteca esaustiva che comprenda tutto ciò che liceali e universitari trattano a lezione”, confessa al-Mhamdi. Un lavoro di lungo respiro, dal momento che ogni video richiede molto tempo: prima, bisogna pensare a come spiegare l’argomento trattato in tutte e quattro le lingue; poi seguono la registrazione e il montaggio. “Il nostro scopo è quello di ridurre il tutorial a meno di 10 minuti, altrimenti i giovani perdono la concentrazione”, spiega Guerraoui.

Da parte degli utenti, il feedback è molto positivo: “Abbiamo raggiunto quasi 50.000 visualizzazioni e molti studenti ci invitano a continuare. Abbiamo anche notato che i video in darija attirano molta più attenzione di quelli in arabo classico”, sottolinea Guerraoui.

Sulla questione della lingua d’insegnamento in Marocco, Guerraoui commenta: “Bisogna insegnare in dialetto? Non lo so. So solo che la maggior parte dei Paesi sviluppati hanno semplificato la loro lingua: forse una semplificazione della lingua araba che si avvicini alla darija potrebbe essere la soluzione”.

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Roberta Papaleo

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