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Steven Salaita, il professore licenziato per i suoi tweet contro Israele

Articolo di Giusy Regina.

“Israele circonda le persone e le uccide a bruciapelo. Più notizie arrivano, più il termine genocidio diventa appropriato”. Per queste e altre parole racchiuse in alcuni tweet, il professor Steven Salaita, americano di origini palestinesi, è stato licenziato dalla University of Illinois at Urbana-Champaign.

Professore di ruolo al Virginia Polytechnic Institute, Salaita aveva ricevuto e accettato un’altra offerta di lavoro dalla suddetta università, proposta che sarebbe stata presto ritirata dalla rettrice a causa proprio delle sue idee contro Israele e a sostegno della causa palestinese.

“Alla University of Illinois non possiamo tollerare parole e azioni irrispettose che sviliscono sia le opinioni espresse che chi le esprime. Come rettrice è mia responsabilità assicurare il rispetto di tutti i punti di vista se discussi in modo civile, educativo e produttivo”. Con queste parole la rettrice Phyllis Wise ha spiegato la decisione della sua università di licenziare il professor Salaita, che di tutta risposta ha redatto una lettera in cui sottolinea invece che le università dovrebbero essere calderoni di pensiero critico e creativo, nonché “sfidare l’ortodossia politica, economica e sociale”.

Oltre la rettrice, anche alcuni professori si sono schierati contro Steven Salaita, tra cui Cary Nelson, professore di Inglese della stessa università, che ha dichiarato durante un’intervista telefonica per Huffington Post Live che il problema dei tweet del professor Salaita non è tanto una questione di toni ma di “sostanza”, in quanto sembrano ispirare alla violenza piuttosto che sostenere semplicemente i diritti dei palestinesi.

I tweet “incriminati” sono quelli relativi alla violazione dei diritti umani a Gaza da parte di Israele e la sua presunta giustizia. Un tweet del 2 agosto scorso ad esempio recita: “Israeli justice: kill Palestinias, become a hero. Investigate war crimes, get arrested” (“La giustizia di israele: se uccidi un palestinese sei un eroe. Se indaghi sui crimini di guerra vieni arrestato”).

Facile immaginare il polverone che la vicenda ha sollevato: i social sono esplosi con pagine facebook e twitter e raccolte firme online in sostegno del professore (oltre 10 mila persona hanno firmato la petizione di Change.org), nonché manifestazioni davanti l’università.

Il consiglio di amministrazione della Illinois University si riunirà questo giovedì e, secondo fonti dell’Associated Press, dovrebbe arrivare ad una decisione definitiva sulla questione Salaita.

 

 

 


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