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Stefano Albarello e le musiche mediterranee. Parte prima

Buon inizio di anno a tutte le lettrici e a tutti i lettori! Voglio cominciare l’anno nuovo inaugurando una serie di interviste a musicisti e musicologi esperti su un argomento che mi sta molto a cuore e che riguarda da vicinissimo le ambientazioni preferite del nostro salotto: l’oralità delle tradizioni musicali, appunto, all’interno del mondo arabo e mediterraneo. Quello che ho intenzione di fare, e di proporvi, è quindi una serie di interviste a persone competenti che ci mostrino, attraverso la pluralità delle loro risposte, quello che in fondo corrisponde alla pluralità stessa delle tradizioni musicali orali, degli approcci possibili nei loro confronti, dei criteri con cui brani della tradizione araba, ad esempio, o sefardita, vengono di fatto arrangiati e musicati fino alla performance finale.

Stefano Albarello, che modestamente si presenterà nell’intervista che vi propongo come anticipazione a quella, vera e propria, sull’oralità nelle tradizioni musicali arabe e mediterranee, ha una competenza vastissima e profonda in materia, unendo quella teorica a quella pratica dal momento che, oltre ad essere un bravissimo cantante, suona diversi strumenti tipici del mondo mediterraneo. L’ho conosciuto grazie alla cantante Evelina Meghnagi, nel 2006, e sono rimasta colpita non solo dalla sua bravura ma anche dalla puntualità e precisione che lo contraddistingue. Ha collaborato generosamente con me, permettendomi di inserire due brani nel CD allegato al mio Suggestioni Mediterranee – Artisti, musiche e culture, MMC Edizioni, 2007, Roma, e una sua ricca intervista è contenuta nel mio ultimo libro, La Modalità – Da Levante a Ponente, dall’antichità ad oggi, MMC Edizioni, 2012, Roma.

Quella che vi propongo oggi, come dicevo, è un’intervista di presentazione, a cui seguirà quella tematica.

C: Stefano, ci vorrebbero pagine e pagine per parlare di quel che sai e che fai. Lascio a te il compito, arduo, di selezionare e sintetizzare per i lettori gli aspetti salienti della tua attività.

S. : In realtà ci vorranno poche righe, sia perché non sono ancora abbastanza matusalemme per riempire pagine sia perché, in fondo, credo si possa sintetizzare il mio campo di interessi senza annoiare i tuoi lettori. Diciamo che mi divido tra l’attività come musicista e musicologo, quest’ultima intesa allo studio e riproposta di repertori musicali inerenti principalmente a quella che viene definita “early music”. Il mio ambito è maggiormente quello della musica medievale a cui in effetti ho dedicato un po’ di anni di studi per conoscere e investigare soprattutto in repertori poco frequentati.  Questo vuol dire studio delle fonti originali (manoscritti, rotoli e pergamene); un mondo affascinante e pieno di cose ancora da capire. Per me però è sempre stata primaria la necessità di riuscire a eseguire le fonti musicali studiate nel tentativo di avvicinarci per quanto possibile a fonti appartenenti a secoli così lontani.  Come esecutore mi sono dedicato principalmente al canto, che per il medioevo è la prassi primaria; poi ci sono gli strumenti a pizzico che pratico ormai da oltre 30 anni (citole, liuti, cetre, salteri). Da anni insegno (a quei pochi che si interessano a queste cose) l’interpretazione (secondo il mio punto di vista) della musica medievale e principalmente del repertorio liturgico e paraliturgico. A Lucca sono responsabile artistico, di una Associazione, Concentus Lucensis,  che si occupa della ricostruzione e messa in scena di drammi liturgici e uffici drammatici e facciamo corsi di interpretazione del canto e della musica medievale sacra e profana (www.concentulucensis.it). Alla fine degli anni ottanta fondai l’Ensemble Cantilena Antiqua (www.cantilenantiqua.com) con cui a tutt’oggi realizziamo i repertori che preparo e che cerchiamo di proporre nei pochi ambiti rimasti per questa musica.

Non vorrei dare ai lettori una immagine troppo accademica, che in realtà non ho anche perché ho sempre accostato a questi studi l’interesse per le tradizioni orali e la prassi degli strumenti che in qualche maniera hanno avuto a che fare con il medioevo. Ho studiato con  passione la musica araba e pratico quando posso il qanun e l’oud. Da qualche anno mi sto occupando molto della cultura musicale ottomana tra XVI e XVIII secolo appassionandomi alla pratica del tabur (uno strumento nato proprio in era ottomana), ma principalmente dedicandomi allo studio delle fonti scritte di questo repertorio dove c’è molto da studiare ancora.

Non posso e non voglio dimenticare il mio passato nella folk music o meglio folk revival che è stato negli ottanta novanta una mia passione, che ancora coltivo. Sono pugliese e con origini materne Garganiche; per questo canto e suono e cerco di conservare la prassi dei canti d’amore del Gargano accompagnandomi con la chitarra battente. Ma questo al momento è solo, come dire, un hobby, una passione che spero si trasformi prima o poi in una incisione discografica mia sul repertorio delle mundanare, rurianelle e viestesane (solo per citarne alcune) di cui cerco di tenere a memoria (oltre che per iscritto) la pratica prima che anche questi canti siano definitivamente schiacciati dalle contaminazioni modaiole della world music.

A chi può interessare ho inciso un po’ di dischi in questi anni, chi volesse può trovare in queste pagine i riferimenti: (http://www.cantilenantiqua.com/cdhtm.htm)

(http://www.stefanoalbarello.com/musicista.htm).

Lavoro abbastanza anche nel teatro (un’altra mia passione) e ho il piacere di aver partecipato a produzioni con personaggi di spicco della cultura italiana, ultimamente con Corrado Augias e da anni con Moni Ovadia che recentemente mi ha onorato della sua partecipazione ad uno spettacolo che ho realizzato su Manoello Romano (un coevo di Dante) dando voce al testo sul viaggio dall’Inferno al Paradiso tratto dal testo di questo autore, un percorso farcito di suoni e canti della tradizione tardo medievale del mondo ebraico europeo (http://www.cantilenantiqua.com/Inferno%20e%20Paradiso%20INFO.html).

Foto di Tommaso Savoia: Stefano Albarello


Cinzia Merletti

Cinzia Merletti è musicista, didatta, saggista. Diplomata in pianoforte, laureata in DAMS, specializzata in Didattica e con un Master in Formazione musicale e dimensioni del contemporaneo. Ha scritto e pubblicato saggi sulla musica nella cultura arabo-islamica e mediterranea, anche con CD allegato, e sulla modalità. Saggi e articoli sono presenti anche su Musicheria.net. Ha all'attivo importanti collaborazioni con musicisti prestigiosi, Associazioni culturali e ONG, enti nazionali e comunali, Conservatorio di Santa Cecilia, per la realizzazione di eventi artistici, progetti formativi ed interculturali tuttora in corso.

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