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I sorrisi dei palestinesi in un progetto fotografico

Al-Hayat (04/02/2014). Traduzione e sintesi di Laila Zuhra.

Tutte le fotografie che ci arrivano dalla Striscia di Gaza e della Cisgiordania si limitano a documentare le ripercussioni della guerra, delle operazioni israeliane e dell’embargo, mostrano adolescenti che lanciano pietre contro i soldati israeliani e le lunghe file ai check-point.

Invece, Tanya Habjouqa, fotografa giordana pluripremiata, ha deciso di uscire dal coro adottando una visione diversa e ritraendo scene di gioia, bellezza e divertimento in Palestina. Il suo punto di vista unico e la sua passione hanno permesso di raccontare la vita dei palestinesi da una prospettiva più ottimistica, attraverso il progetto Occupied pleasures, in parte finanziato dal fondo di emergenza della fondazione americana Magnum.

“Ho sentito il dovere di narrare una storia, di non tenerla per me ma di farne dono anche agli altri”. È con queste parole che la fotografa ha raccontato, in un’intervista al New York Times, l’ispirazione da cui è nato il progetto. Nella scelta dei temi, Tanya ha deciso di dare risalto all’allegria piuttosto che alla sofferenza, immortalando i suoi soggetti nella vita quotidiana palestinese sempre gioiosi nonostante l’oppressione, che si tratti del dominio israeliano in Cisgiordania o della morsa dell’embargo che stringe la Striscia di Gaza. 

“Ammiro la tenacia dei palestinesi e il modo in cui riescono a godere delle gioie della vita nonostante le difficoltà di ogni giorno e la complessa situazione politica”, ha dichiarato la fotografa. “Quando spiegavo quello che volevo fare molti reagivano con disappunto perché non credevano che fosse possibile trovare qualcosa di buono nella situazione in cui vivevano”, ha raccontato Tanya parlando delle difficoltà incontrate, “ma dopo aver descritto le finalità del progetto e chiesto come facevano a mettere da parte la loro condizione per trovare una valvola di sfogo e di evasione dalla realtà, hanno manifestato tutti il desiderio di essere fotografati”.

Gli scatti presentano una grande varietà di soggetti e ambientazioni: donne che praticano yoga, ragazze nelle loro stanze che si preparano per uscire, gruppi di persone sedute sono alberi di ulivo, il muro di separazione, i tunnel, la spiaggia. Situazioni diverse, dunque, ma tutte con un denominatore comune: l’impronta della speranza.

Occupied pleasures ha così permesso di catturare un po’ della gioia dei palestinesi e di perpetuarla attraverso la fotografia, dando prova della loro attaccamento alla vita nonostante le sofferenze a cui sono esposti a causa dell’occupazione e dell’embargo.

Qui, il sito ufficiale di Tanya Habjouqa

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Roberta Papaleo

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